Il Giorno della Giustizia Negata, commemorato oggi in diverse sedi nelle Marche grazie all’iniziativa di Forza Italia, rappresenta un monito imprescindibile per la salvaguardia dei diritti fondamentali e per una riflessione critica sul funzionamento del sistema giudiziario italiano.
L’osservanza di questa giornata, segnata dalla pubblicazione, nel novembre 1994, di un’indagine a carico di Silvio Berlusconi, si configura come un’occasione per onorare la memoria di coloro che hanno subito l’onta di un errore giudiziario, un’esperienza traumatica che lascia cicatrici profonde, non solo per l’individuo coinvolto, ma per l’intera collettività.
La scelta di questa data simbolica non è casuale.
Essa rimanda a una vicenda personale che, pur nella sua specificità e risonanza mediatica, riflette una problematica ben più ampia e radicata: quella di un numero inaccettabile di cittadini ingiustamente accusati, processati e, talvolta, condannati.
Pensiamo a figure come Enzo Tortora, la cui vicenda è diventata emblema di un errore sistemico, un campanello d’allarme che ancora oggi risuona con forza.
L’iniziativa di Forza Italia Marche, con la partecipazione di figure di spicco come il deputato Francesco Battistoni, la vicecapogruppo Jessica Marcozzi, la consigliera Chiara Biondi, e un panel di avvocati di riconosciuta competenza come Daniela Pigotti, Francesca Petruzzo, Valentina Sassi e Davide Mengarelli, non si limita alla mera commemorazione.
Essa si configura come un appello a una profonda revisione del sistema giudiziario, un invito a ripensare i processi, a rafforzare i meccanismi di controllo e di garanzia, e a tutelare con maggiore rigore i diritti dell’imputato.
In questo contesto, l’impegno del Presidente Berlusconi, come sottolineato, si rivela fondamentale.
La riforma costituzionale sulla separazione delle carriere, attualmente sottoposta al vaglio del corpo elettorale attraverso il referendum, emerge come un tassello cruciale in questo percorso di riforma.
Questa separazione, volto a distinguere le funzioni di magistrato inquirente e di giudice, si pone come un baluardo contro possibili conflitti di interesse e come un elemento di maggiore trasparenza e imparzialità nel processo decisionale.
La riforma non è solo una questione tecnica, ma una questione di giustizia sostanziale, di fiducia nelle istituzioni e di garanzia dei diritti civili.
Il Giorno della Giustizia Negata, dunque, ci impone una riflessione più ampia sul ruolo della legge, sulla responsabilità dei magistrati, sulla necessità di un sistema giudiziario efficiente, equo e indipendente.
È un giorno per ricordare, per riflettere e, soprattutto, per agire, per costruire un futuro in cui la giustizia sia davvero accessibile a tutti, e dove l’errore giudiziario sia relegato ai margini di una storia che vogliamo dimenticare.
La tutela della presunzione di innocenza, il diritto a un equo processo, l’accesso a una difesa adeguata: questi sono i pilastri di una società giusta e democratica, valori che devono essere costantemente difesi e promossi.







