L’introduzione di un meccanismo di “golden power” da parte dell’esecutivo, nel contesto specifico di operazioni strategiche come la cessione della raffineria Api al gruppo Socar, non può essere disgiunta da un impegno rigoroso e vincolante alla riqualificazione ambientale dei siti interessati.
Questa imprescindibile correlazione, come sottolineato dal Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, in risposta all’interrogazione parlamentare presentata da Filiberto Zaratti, si radica nel principio cardine del “chi inquina paga”.
L’applicazione di tale principio, consolidato a livello normativo e giurisprudenziale, implica che l’onere finanziario e operativo delle attività di bonifica – essenziali per mitigare l’impatto ambientale residuo derivante da decenni di attività industriale – ricada interamente sul soggetto responsabile dell’inquinamento, identificato attraverso i procedimenti penali in corso.
Questo approccio va oltre la mera compensazione economica; si tratta di una responsabilità intrinseca che mira a ripristinare l’integrità ecologica del territorio, garantendo la sostenibilità a lungo termine delle attività produttive.
L’eventuale intervento del “golden power” – lo strumento legislativo che consente allo Stato di esercitare un’influenza su operazioni aziendali di rilevanza strategica – non deve quindi essere percepito come un atto discrezionale, ma come un’occasione per rafforzare la tutela dell’ambiente e la trasparenza del processo decisionale.
Un’operazione come la cessione di Api a Socar, implicando una complessa eredità di responsabilità ambientali, richiede un’analisi approfondita non solo degli aspetti economici e geopolitici, ma anche di quelle legate alla bonifica del suolo e delle acque.
La conferenza stampa promossa dal comitato #fermiamoildisastroambientale, prevista per domani 14 novembre alle ore 15 presso la Galleria delle idee di Falconara M.
, si propone di analizzare criticamente le dichiarazioni ministeriali, evidenziando la necessità di garanzie concrete e piani di riqualificazione dettagliati e monitorabili, al di là delle semplici enunciazioni di principio.
Il comitato intende altresì stimolare un dibattito pubblico informato sull’importanza di una governance ambientale robusta e partecipativa, che coinvolga le comunità locali, le associazioni ambientaliste e gli enti di controllo, al fine di assicurare che le operazioni di bonifica siano svolte in modo efficace, trasparente e sostenibile, contribuendo a un futuro più sano e prospero per il territorio.

