Rilanciare il futuro delle aree interne delle Marche non è un mero atto di ripresa post-disastro, ma una strategia di sviluppo a lungo termine che deve riplasmare l’identità e la vitalità del territorio.
L’approccio proposto dal candidato alla presidenza regionale, Matteo Ricci, eurodeputato del Partito Democratico, si configura come un piano organico che va oltre i semplici interventi emergenziali, mirando a creare un ecosistema favorevole alla residenza, al lavoro e alla crescita demografica.
La fragilità delle aree interne, acuita dagli eventi sismici, non è una questione puramente geografica, ma il risultato di decenni di spopolamento e marginalizzazione.
Per invertire questa tendenza, è necessario un intervento multidimensionale che agisca su diversi fronti.
L’offerta di servizi essenziali come asili nido gratuiti e trasporti scolastici dedicati rappresenta un punto di partenza cruciale per le famiglie, spesso ostacolate dalla mancanza di infrastrutture e opportunità.
Parallelamente, l’incentivazione di botteghe artigiane e la garanzia di un’assistenza medica di base qualificata sono elementi fondamentali per la creazione di un tessuto socio-economico dinamico e sostenibile.
La visione di Ricci include un ambizioso piano di sostegno alle giovani coppie, con contributi economici significativi per incentivare la scelta di stabilirsi nelle aree interne.
Tale misura, pur innovativa, richiede una riflessione approfondita per garantire la sua equità e l’effettivo impatto sul territorio.
Il finanziamento di queste iniziative, proposto attraverso la revisione delle risorse attualmente destinate all’Agenzia Turismo e Internazionalizzazione delle Marche (ATIM), solleva interrogativi sulla sostenibilità di un modello di sviluppo che sacrifica la promozione turistica a favore di politiche di ripopolamento.
È fondamentale, pertanto, valutare con precisione l’impatto di tale scelta e individuare alternative per garantire la promozione turistica del territorio.
Riconoscendo il ruolo cruciale svolto dall’ex commissario straordinario Giovanni Legnini nella gestione della ricostruzione post-sisma, Ricci intende proseguire sulla strada della semplificazione burocratica e della trasparenza, elementi imprescindibili per accelerare i processi decisionali e garantire certezza giuridica agli operatori e ai cittadini.
La volontà di consolidare l’eredità di Legnini indica un approccio pragmatico e orientato ai risultati, volto a superare le inefficienze del passato e a promuovere un sistema di governance più efficiente e partecipativo.
In sintesi, il piano per le aree interne proposto da Ricci si articola intorno a tre pilastri fondamentali: l’offerta di servizi essenziali, il sostegno economico alle giovani coppie e il consolidamento di un sistema di governance efficace e trasparente.
La sua implementazione, tuttavia, richiede una visione strategica a lungo termine, una valutazione attenta delle risorse disponibili e un costante dialogo con le comunità locali, al fine di garantire che le politiche adottate rispondano effettivamente alle loro esigenze e contribuiscano a costruire un futuro più prospero e resiliente per le aree interne delle Marche.
Il rilancio di questi territori non è solo una priorità politica, ma un imperativo morale e una chiave di volta per lo sviluppo complessivo della regione.