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Protezionismo: rischio Marche, serve un fondo da 10 milioni

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Le recenti escalation protezionistiche, manifestatesi attraverso l’imposizione di dazi, rappresentano una seria minaccia per il tessuto economico delle Marche, un territorio caratterizzato da un florido comparto manifatturiero e da una forte vocazione all’export.
L’incertezza che ne deriva rischia di compromettere la sostenibilità di numerose aziende, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni, pilastri fondamentali per l’occupazione e l’innovazione regionale.

La dipendenza da mercati esteri specifici, sebbene abbia favorito la crescita in passato, rende oggi le nostre imprese vulnerabili a fluttuazioni geopolitiche e decisioni commerciali improvvise.

La resilienza economica, in questo scenario, non può essere perseguita con strategie passive, ma richiede un’azione proattiva volta a diversificare i canali commerciali e ad aprire nuove opportunità di business.
Pertanto, propongo l’istituzione di un fondo dedicato, con un investimento iniziale di dieci milioni di euro, finalizzato a sostenere le imprese marchigiane nella ricerca e nell’accesso a nuovi mercati.

Questo fondo non si limiterebbe a fornire un semplice sostegno finanziario, ma opererebbe come un vero e proprio motore di sviluppo, offrendo servizi mirati e competenze specialistiche.

Le attività del fondo sarebbero articolate su tre pilastri fondamentali:1.

Intelligence di mercato: Realizzazione di approfonditi studi di fattibilità, analisi dei trend globali e identificazione di settori emergenti, con particolare attenzione ai mercati meno tradizionali per le Marche.
Ciò includerebbe l’analisi delle barriere non tariffarie, degli standard qualitativi e delle normative locali.

2.

Supporto all’internazionalizzazione: Finanziamento di missioni commerciali, partecipazione a fiere internazionali strategiche e assistenza nella redazione di piani di export.

Un team di esperti, composto da professionisti del commercio estero e consulenti specializzati, affiancherebbe le aziende in ogni fase del processo, dalla pianificazione alla negoziazione.
3.
Formazione e mentorship: Organizzazione di corsi di formazione specifici sull’export, il marketing internazionale e la gestione delle relazioni commerciali all’estero.

Programmi di mentorship metterebbero in contatto le aziende più esperte con quelle emergenti, favorendo lo scambio di conoscenze e il trasferimento di best practices.

L’allocazione delle risorse sarebbe basata su criteri di selezione trasparenti e meritocratici, privilegiando progetti innovativi e sostenibili, che abbiano il potenziale di generare un impatto positivo sull’economia regionale.

Il fondo, inoltre, promuoverebbe la collaborazione tra imprese, istituzioni e centri di ricerca, creando un ecosistema favorevole all’internazionalizzazione.
Questa iniziativa non si configura come un mero intervento emergenziale, ma come un investimento strategico per il futuro delle Marche, volto a rafforzare la competitività del nostro sistema produttivo e a garantire la prosperità delle nostre comunità.

La diversificazione dei mercati rappresenta la chiave per una crescita sostenibile e resiliente, capace di superare le sfide poste da un contesto globale sempre più complesso e incerto.

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