Un cartello di diciassette metri, un grido vibrante affisso a Senigallia, ha salutato l’arrivo simbolico dei Babbi Natale organizzati dal Comitato cittadino “Senigallia Cambia”.
Il gesto, carico di significato, si configura come un atto di resistenza contro il controverso progetto del nuovo ponte Garibaldi sul fiume Misa, una ferita ancora aperta per una comunità segnata da due eventi alluvionali devastanti nel 2014 e 2022.
Il sindaco Marco Lion, in una missiva immaginaria indirizzata a Santa Claus, ha espresso il desiderio di un’opera infrastrutturale che trascenda la mera funzionalità, aspirando a incarnare un simbolo di progresso e inclusione.
Non si tratta di un ponte qualunque, ma di un elemento urbanistico capace di valorizzare il territorio e di rispondere alle esigenze di una popolazione diversificata.
Un’opera che garantisca la sicurezza delle madri con i propri figli, che offra percorsi dedicati a ciclisti e pedoni, e che si integri armoniosamente con il contesto paesaggistico e storico.
La critica rivolta al progetto attuale non si limita alla sua inadeguatezza funzionale, ma mira a denunciare un processo decisionale percepito come imposto e distaccato dalla realtà locale.
Il Comitato “Senigallia Cambia” e il sindaco Lion sollevano dubbi sull’impatto del ponte sul traffico cittadino, sulla qualità dell’aria e, soprattutto, sulla sua capacità di deturpare il patrimonio storico e architettonico senigalliese, in particolare i Portici Ercolani, emblema dell’identità urbana.
L’istanza avanzata è quella di un’opera di progettazione partecipata, che tenga conto delle peculiarità del territorio, delle aspettative dei cittadini e della necessità di preservare la bellezza e l’integrità del contesto storico-culturale.
Non si tratta semplicemente di costruire un ponte, ma di realizzare un elemento che contribuisca a rafforzare il senso di appartenenza e a promuovere lo sviluppo sostenibile della comunità senigalliese.
Un’opera che unisca, che non divida, e che lasci un’eredità positiva per le future generazioni.
Il cartello, dunque, non è solo un rifiuto, ma è un invito a ripensare il futuro di Senigallia, un futuro fatto di inclusione, bellezza e rispetto per il proprio territorio.

