L’anno che si conclude a Urbino si rivela un periodo denso di turbolenze e segnato da una progressiva erosione della coesione amministrativa, un quadro che emerge con chiarezza dalla conferenza stampa conclusiva dell’opposizione comunale.
L’apparente stabilità proiettata dal sindaco Gambini e dalla sua maggioranza si frantuma sotto il peso di dinamiche interne complesse, evidenti dalle dimissioni in circostanze poco chiare del primo cittadino e da un’involuzione nel panorama del consiglio comunale, caratterizzato da defezioni e frequenti cambi di assessorati.
L’opposizione stigmatizza un progressivo disallineamento strategico, una deriva che si traduce in un isolamento politico crescente e in un’apparente disattenzione verso le reali esigenze della comunità.
L’impressione è quella di un’amministrazione frammentata, dove le azioni degli assessorati appaiono spesso autonome, prive di una visione unitaria e di una regia centrale, minando l’efficacia dell’azione amministrativa.
La discussione imminente del bilancio 2026 rappresenta un banco di prova cruciale, un’occasione per ridisegnare le priorità e correggere le rotta.
In questo senso, l’opposizione ha presentato una serie di emendamenti mirati a intervenire su nodi cruciali per la tenuta sociale ed economica del territorio.
L’attenzione primaria è rivolta alla protezione dei cittadini dalle crescenti difficoltà legate all’aumento dei costi dell’energia e dei beni di prima necessità, con un rafforzamento del fondo anticrisi e misure di sostegno mirate.
Si pone l’urgenza di tutelare il valore del lavoro, proponendo l’istituzione di una tariffa minima oraria di nove euro per i lavoratori impiegati in appalti comunali, un segnale concreto di impegno verso la dignità del lavoro e la redistribuzione della ricchezza.
Il turismo, motore essenziale per l’economia urbana, necessita di un impulso strategico.
L’opposizione sollecita un investimento mirato in servizi turistici di qualità, in campagne promozionali efficaci e in attività di comunicazione e marketing incisive.
Si auspica inoltre un ritorno a modelli di sostegno finanziario a eventi di rilevanza culturale, come il Biosalus, garantendo certezza programmatoria agli organizzatori.
Si evidenzia inoltre l’inutilità di risorse dedicate a un infopoint considerato inefficiente, suggerendo invece di focalizzare gli sforzi sul potenziamento di un ufficio Europa, in grado di intercettare finanziamenti comunitari e di portare risorse innovative in città.
L’obiettivo è di reindirizzare le energie verso un approccio proattivo e strategico, capace di rispondere alle sfide del futuro e di costruire un futuro più prospero e resiliente per Urbino.







