L’intensificarsi del dibattito attorno alla Zona Economica Speciale (ZES) nelle Marche ha generato un clima di confusione, alimentato da interpretazioni errate e divulgazioni imprecise.
L’Assessore Regionale allo Sviluppo Economico, Giacomo Bugaro, ha espresso la necessità di un’analisi approfondita e puntuale per dissipare le ombre e contrastare la disinformazione che si sta diffondendo, evidenziando l’impossibilità di fornire risposte immediate in sede consiliare data la complessità della materia.
Le recenti dichiarazioni pubbliche e le mozioni presentate da esponenti del Partito Democratico, pur nel loro intento di stimolare la discussione, presentano incongruenze significative che, se non corrette, rischiano di erodere la fiducia degli investitori e generare aspettative non sostenibili per la comunità.
Non si tratta di una semplice divergenza di opinioni, ma di un rischio concreto di compromettere la riuscita di un progetto strategico per il futuro economico della regione.
La ZES marchigiana, infatti, si configura come uno strumento di sviluppo con obiettivi ambiziosi: attrarre investimenti esteri, incentivare l’innovazione, creare posti di lavoro qualificati e ridurre il divario infrastrutturale tra le diverse aree regionali.
Per raggiungere questi obiettivi, la ZES prevede una serie di misure favorevoli, tra cui agevolazioni fiscali, semplificazioni amministrative e un regime normativo flessibile, progettate per rendere il territorio marchigiano più competitivo a livello internazionale.
L’interpretazione superficiale o distorta di questi aspetti, come denunciato dall’Assessore Bugaro, può alimentare preoccupazioni ingiustificate e minare la credibilità del progetto.
È fondamentale, pertanto, promuovere una comunicazione trasparente e basata su dati concreti, che illustri chiaramente i benefici attesi, le sfide da affrontare e le modalità operative della ZES.
La discussione politica, sebbene necessaria e auspicabile, deve essere condotta con responsabilità e rigore, evitando semplificazioni eccessive e generalizzazioni fuorvianti.
La corretta informazione, infatti, è il presupposto imprescindibile per un dibattito costruttivo e per la piena partecipazione della comunità alla realizzazione di un futuro economico più prospero per le Marche.
Un’analisi dettagliata delle criticità sollevate e una risposta articolata, supportata da dati verificabili, sono ora prioritarie per ristabilire chiarezza e rafforzare la fiducia nel progetto ZES.







