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Zes Marche: Dissenso, Opportunismo e la Credibilità in Bilico

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La linea sottile che separa il dissenso legittimo da una compromissione politica di chiara fattura si assottiglia ulteriormente quando si osserva un’evoluzione narrativa che sembra guidata più da calcoli strategici che da un’autentica riflessione critica.

L’attuale polemica tra il deputato Antonio Baldelli (Fratelli d’Italia) e l’eurodeputato Matteo Ricci, incentrata sulla Zona Economica Speciale (Zes) nelle Marche, ne è un esempio emblematico.
L’accusa di incoerenza rivolta a Ricci da parte di Baldelli non è semplicemente un attacco politico di circostanza, ma una denuncia di una presunta flessibilità ideologica che erode la fiducia dei cittadini.
La contraddizione percepita risiede nell’apparente cambiamento di prospettiva di Ricci: se in passato, durante la campagna elettorale del 5 agosto, aveva definito la Zes un artificio elettorale privo di sostanza, oggi sembra presentarla come un intervento, seppur parziale, a favore dell’economia regionale.
Questa metamorfosi retorica, secondo Baldelli, rivela un approccio alla politica che privilegia l’adattamento opportunistico.

L’immagine evocata è quella di un politico che muta opinione con la facilità con cui si cambia abito, adeguando il proprio discorso alle mutevoli esigenze del momento.

Questa pratica, definita “politica a geometria variabile,” non solo compromette la coerenza del Partito Democratico marchigiano, ma ne intacca profondamente la credibilità, alimentando un clima di incertezza e sospetto.

Il fulcro della questione, come sottolinea Baldelli, trascende la specifica valutazione della Zes.
Si tratta, infatti, di un principio più ampio: la necessità di valutare le politiche economiche sulla base di criteri oggettivi, e non in funzione di calcoli di breve termine o di esigenze propagandistiche.
Una politica efficace, infatti, non può essere giudicata in base al suo appeal elettorale, ma sulla sua reale capacità di generare benefici concreti per la comunità.
L’oscillazione tra posizioni contrastanti, l’ambivalenza espressa, non contribuiscono a risolvere i problemi delle Marche, bensì amplificano la confusione, offuscando le priorità e rendendo più difficile l’adozione di misure incisive e durature.

La stabilità e la fiducia nel sistema politico richiedono, quindi, un ancoraggio a principi solidi e una coerenza di intenti che vada al di là delle mere apparenze.

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