Fiamma Olimpica nelle Marche: Emozioni e Tradizioni tra Ascoli e Rimini

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Il 2026 si preannuncia un anno di grande emozione per le Marche, che saranno teatro di un passaggio cruciale nel percorso della fiamma olimpica in vista dei Giochi Invernali di Milano-Cortina.

A vent’anni da quando la regione ha vibrato al ritmo dei Giochi di Torino, la torcia si accenderà nuovamente nei suoi borghi, in un itinerario che ne esalterà la storia, le tradizioni e le bellezze naturali.

Il passaggio, articolato in due tappe (la 28 e la 29 di un totale di 60), si svilupperà tra il 4 e il 5 gennaio, offrendo alla comunità marchigiana un’opportunità unica di celebrare lo spirito olimpico e l’eccellenza sportiva.

L’itinerario, attentamente studiato in collaborazione con il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) e le istituzioni regionali, abbraccia un territorio vasto e diversificato, mettendo in luce la ricchezza paesaggistica e culturale delle Marche.
La tappa del 4 gennaio si snoderà da Ascoli Piceno a Ancona, attraversando un paesaggio collinare e costiero.

Il corteo, composto da circa 150 tedofori scelti tra i 10.001 candidati a livello nazionale – i cui nomi, per motivi di sicurezza e tutela della privacy, non sono stati divulgati – percorrerà una staffetta di 24 chilometri, coinvolgendo la provincia di Ascoli Piceno, quella di Fermo e la provincia di Macerata.

Il braciere olimpico sarà acceso ad Ancona, in piazza Cavour, con una cerimonia pubblica a cui parteciperanno atleti locali e le autorità regionali.

Il sindaco di Ascoli Piceno, Daniele Silvetti, ha annunciato che l’evento sarà un momento di festa e condivisione per l’intera comunità.

Il giorno successivo, il 5 gennaio, la fiamma proseguirà verso nord, partendo da Jesi e giungendo a Rimini.

La staffetta di 30,40 chilometri attraverserà le province di Ancona, Pesaro Urbino e Rimini, toccando Senigallia, Fano, Pesaro e Riccione.
Oltre al percorso principale, il CONI ha previsto una serie di “attività in spider”, eventi collaterali che valorizzeranno il territorio marchigiano.
Il 4 gennaio sarà dedicato a celebrare il Gran Sasso, Campo Imperatore, il Rifugio Duca degli Abruzzi, Rocca Calascio e la città di Macerata, mentre il giorno successivo l’attenzione si concentrerà sul sito UNESCO di Urbino e sulla rocca malatestiana di Gradara, simboli del patrimonio storico e artistico delle Marche.

Questo evento non rappresenta solo un passaggio simbolico, ma un’occasione per promuovere le Marche a livello nazionale e internazionale, mettendo in luce il suo patrimonio culturale, gastronomico e naturalistico.
L’emozione di vedere la fiamma olimpica illuminare i suoi borghi antichi e le sue coste mozzafiato sarà un ricordo indelebile per tutti i marchigiani e un segno tangibile della capacità di una regione di accogliere e celebrare lo spirito olimpico, incarnato da valori come l’amicizia, il rispetto e l’eccellenza.

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