Bandiere Pride a forma di svastica, l’ANPI Valle d’Aosta chiede un’iniziativa pubblica alla Diocesi
L’associazione condanna l’immagine attribuita al segretario personale del vescovo e propone un incontro sulla memoria storica, aperto alla cittadinanza e alle scuole.
L’associazione condanna l’immagine attribuita al segretario personale del vescovo e propone un incontro sulla memoria storica, aperto alla cittadinanza e alle scuole.
Una presa di posizione netta e la richiesta di un gesto concreto. L’ANPI Valle d’Aosta, che fa parte del Comitato Aosta Pride, interviene sull’immagine che, secondo quanto riferito dall’associazione, Gilbert Turcotti, segretario personale del vescovo di Aosta, ha pubblicato sul proprio stato WhatsApp: bandiere Progress Pride disposte a formare una svastica, accompagnate dalla didascalia «Questione di prospettiva…».
Nel comunicato, l’ANPI riferisce che Turcotti, interpellato sull’accaduto, avrebbe descritto l’immagine come «un bel disegno colorato», senza presentare scuse. Una risposta che l’associazione contesta, richiamando il significato storico del simbolo e la memoria delle vittime del nazifascismo.
Per l’ANPI valdostana, l’accostamento tra la svastica e i colori del Pride rappresenta una doppia offesa: alla memoria della Resistenza antifascista e alla comunità LGBTQIA+. L’associazione ribadisce che un simbolo legato alla deportazione e allo sterminio di milioni di persone non può essere ridotto a una questione di prospettiva o di gusto estetico.
La presa di posizione richiama anche i valori della Costituzione repubblicana e il ruolo dell’ANPI nella trasmissione della memoria di chi ha combattuto contro il nazifascismo, pagando anche con la vita.
L’associazione esprime inoltre rammarico per la nota della Diocesi di Aosta nella quale, secondo quanto riportato nel comunicato, il vescovo Franco Lovignana ha definito il gesto un’«opinione personale» del proprio segretario. Per l’ANPI, questa precisazione non è sufficiente a rispondere alla gravità dell’episodio, soprattutto considerando il ruolo ricoperto da Turcotti accanto alla guida religiosa.
Da qui la richiesta alla Diocesi di promuovere un incontro pubblico sul valore della memoria storica, aperto alla cittadinanza e alle scuole. L’obiettivo indicato è trasformare l’accaduto in un’occasione di confronto e consapevolezza, evitando che venga archiviato rapidamente.
La tutela della memoria della deportazione e dello sterminio da ogni uso improprio, conclude l’ANPI Valle d’Aosta, è una responsabilità che riguarda l’intera comunità valdostana.


