Suolo artificializzato, la Valle d’Aosta resta ultima in Italia ma Aosta supera il 29%
Nel 2025 la superficie regionale occupata da edifici, infrastrutture e coperture artificiali ha raggiunto 7.051 ettari; il capoluogo ne concentra 628.
La Valle d’Aosta mantiene il livello più basso d’Italia per quota di territorio coperta da superfici artificiali. Nel 2025 il suolo consumato in regione ha raggiunto 7.051 ettari, pari al 2,16% della superficie complessiva, contro una media nazionale del 7,19%. Il dato emerge dal rapporto sul consumo di suolo elaborato da Ispra e dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente.
Il primato regionale non esclude però nuove trasformazioni del territorio. La limitata disponibilità di aree pianeggianti rende infatti particolarmente rilevante il rapporto tra insediamenti, infrastrutture e tutela del suolo. A livello comunale, Aosta presenta l’estensione maggiore di superfici artificiali, con 628 ettari, equivalenti al 29,34% del territorio comunale. Seguono Quart, Courmayeur, Châtillon e Nus per estensione di suolo consumato.
Le fonti riportano dati non uniformi sull’incremento registrato nell’ultimo anno: una indica 11 ettari, mentre un’altra distingue tra 11 ettari di consumo lordo e 10 di consumo netto. La questione si inserisce nel confronto tra sviluppo economico, esigenze infrastrutturali e attività turistiche da una parte e conservazione di una risorsa limitata dall’altra.





