Museo “Le Alpi dei Ragazzi” – Forte di Bard protagonista nel nuovo ADI Design Index 2026
L'innovativo percorso museale progettato da WAU Architetti e realizzato con Opera Laboratori e con la regia di auroraMeccanica, entra nel catalogo ADI, primo passo verso il Premio Compasso d’Oro 2028.
L'innovativo percorso museale progettato da WAU Architetti e realizzato con Opera Laboratori e con la regia di auroraMeccanica, entra nel catalogo ADI, primo passo verso il Premio Compasso d’Oro 2028.
L’allestimento museale Le Alpi dei Ragazzi del Forte di Bard, in Valle d'Aosta, è protagonista della nuova edizione dell’ADI Design Index 2026, presentata ieri a Milano.
Le Alpi dei Ragazzi, selezionato dall'Osservatorio permanente del Design ADI, è stato progettato da WAU Architetti, realizzato con Opera Laboratori, che si è occupato della realizzazione dell’allestimento e dell'ingegnerizzazione di ogni componente, e con auroraMeccanica per lo sviluppo dei contenuti, la regia e la progettazione dell’esperienza multimediale.
L’inserimento nel catalogo ADI Design Index rappresenta l’accesso diretto per concorrere alla prossima edizione del Premio Compasso d'Oro, il più ambito riconoscimento internazionale per la qualità produttiva e progettuale, e premia la forza dell’intervento di architettura e design che è riuscito a valorizzare lo spazio, attraverso la rifunzionalizzazione degli ambienti storici.
Oltre al catalogo, il progetto Le Alpi dei Ragazzi rappresenterà la categoria Exhibition Design nell'ambito della Mostra ADI Design Index 2026, con una scenografica riproduzione in scala dell’esperienza immersiva. La doppia selezione, per il catalogo e per la mostra, certifica il valore di un’opera capace di innovare il linguaggio della divulgazione scientifica, e arriva a pochi mesi dalla menzione speciale al Premio Gianluca Spina 2026 del Politecnico di Milano, assegnata al progetto per aver utilizzato il gioco come strumento di apprendimento.

Tra le motivazioni esposte da ADI si fa riferimento all’impegno e l’entusiasmo profusi nel difficile lavoro di ‘fare cultura d’impresa’ per il Paese. L'intero allestimento, infatti, è basato su una filiera integralmente Made in Italy, e su scelte etiche che prevedono sistemi costruttivi innovativi e l'impiego di materiali sostenibili e certificati.
“L'inserimento nell'ADI Design Index è un traguardo straordinario che premia la nostra visione – sottolinea l’Arch. Cristina Carla Maria Bardelli, Presidente dello studio WAU Architetti – ovvero trasformare il museo in una piattaforma di apprendimento attivo. Non abbiamo progettato un semplice percorso espositivo, ma un'esperienza concepita per rendere le nuove generazioni protagoniste del cambiamento. Coniugare la complessità del tema climatico con un linguaggio ludico e un'architettura rigorosa, reversibile e sostenibile è la nostra più grande soddisfazione”.

“L’ingresso di Le Alpi dei Ragazzi nell’ADI Design Index è un riconoscimento che ci rende particolarmente orgogliosi, perché premia un progetto nel quale crediamo molto – dichiara Beppe Costa, Presidente e AD di Opera Laboratori –. È la conferma della qualità di una filiera italiana che unisce innovazione, artigianalità, attenzione ai materiali e sostenibilità, elementi che consideriamo centrali nel nostro modo di lavorare nei musei e nei luoghi della cultura. Un risultato che voglio condividere innanzitutto con le Officine di Opera Laboratori, con le nostre maestranze e con tutti i professionisti che hanno trasformato il disegno e la visione dei progettisti in un allestimento concreto, complesso e capace di dialogare con l’architettura storica del Forte di Bard. È anche grazie a questo patrimonio di competenze e di saper fare che possiamo continuare a innovare il modo di raccontare e vivere la cultura”.
A firmare lo sviluppo dei contenuti, la regia e la progettazione dell’esperienza multimediale è auroraMeccanica che attraverso le parole del suo Presidente Carlo Riccobono spiega “La selezione nell’ADI Design Index 2026 rappresenta per noi il riconoscimento del valore di un progetto in cui tecnologia, contenuti e interazione costruiscono un’esperienza educativa. Il cambiamento climatico non un fenomeno da osservare: ne siamo parte. Per questo abbiamo creato un percorso realmente interattivo, in cui ognuno è chiamato a toccare, scegliere e agire. Ogni gesto produce una conseguenza e dunque un’assunzione di responsabilità. Abbiamo scelto di non semplificare temi complessi, ma di renderli accessibili attraverso l’esperienza, permettendo al visitatore di entrarci dentro e orientarsi. L’obiettivo è che ciò che accade nel museo continui anche fuori, trasformandosi in consapevolezza e in un’esperienza capace di lasciare una traccia”.
Il percorso espositivo
Ospitato negli spazi dell'Opera Vittorio e nato dal lavoro di ricerca promosso dal Forte di Bard con un comitato scientifico ed enti universitari, Le Alpi dei Ragazzi traduce la complessità dei cambiamenti climatici in un’esperienza interattiva, coinvolgente e formativa per un target tra gli 8 e i 15 anni. La visita è pensata come una vera e propria spedizione, un viaggio nel tempo tra passato, presente e futuro attorno ai "4 Quattromila" valdostani (Monte Rosa, Cervino, Gran Paradiso e Monte Bianco), che smettono di essere semplici simboli geografici per diventare chiavi di lettura attive del cambiamento climatico. Il percorso espositivo, concepito secondo i principi dell'Universal Design per garantire la massima accessibilità e inclusività, abbandona la classica osservazione passiva per abbracciare un approccio ludico e plurisensoriale, basato sul learning by doing.

Gli elementi architettonici dell’allestimento mettono in relazione diretta con le strutture storiche preesistenti, generando nuovi spazi esperienziali ed evocativi: dalla tenda geodetica di accoglienza, che riproduce il campo base e i suoni dell'alta quota, all'ambiente specchiante che simula la bufera di neve, fino alla galleria di ghiaccio con teli sospesi in ecochiffon ideata per il silenzio e la riflessione profonda. Le otto sale del percorso integrano exhibit fisici e digitali in modo immersivo: i ragazzi possono ripercorrere la storia climatica attraverso riproduzioni di carotaggi di ghiaccio, sperimentare gli effetti dello scioglimento del permafrost tramite grandi modelli tridimensionali del Cervino e comprendere le ripercussioni sulla biodiversità affrontando un labirinto di "fiori di ghiaccio". Lo spazio si avvale di videomapping, simulazioni ambientali e un tavolo interattivo per il gioco di ruolo finale, dove i giovani visitatori sono chiamati a prendere decisioni in gruppo. L’esperienza culmina nella galleria “Vivere la Montagna”, un’installazione che riflette sull'importanza dell'attrezzatura e della sicurezza, trasformando l'equipaggiamento in un ponte per la comprensione consapevole dell'alta quota.





