L’assunzione di Fulvio Tempesta alla direzione della casa circondariale di Brissogne segna una svolta, ponendo fine al mandato di Velia Mattei, ora destinata al carcere di Biella.
L’evento, sebbene formale, si configura come l’epilogo di una gestione controversa, come denunciato con fermezza dal sindacato OSAPP, che esprime un giudizio severo sull’operato della precedente direttrice.
Le critiche non si limitano a semplici disagi o inefficienze, ma rivelano una serie di problematiche strutturali che hanno compromesso il benessere del personale e l’efficacia del sistema penitenziario locale.
L’accusa di “scarsa sensibilità” nei confronti del corpo di guardia non è solo una lamentela sindacale, ma suggerisce una mancanza di attenzione alle esigenze fondamentali degli operatori, con possibili ripercussioni sul loro morale e sulla qualità del servizio offerto ai detenuti.
L’utilizzo della videosorveglianza, descritto come “distorto”, solleva interrogativi sull’equilibrio tra misure di sicurezza e rispetto della dignità umana all’interno dell’istituto.
La frequente applicazione di sanzioni disciplinari, oggetto di contenziosi legali in corso, denota un approccio potenzialmente eccessivo e inadeguato nella gestione dei comportamenti devianti, senza un’adeguata valutazione delle circostanze specifiche.
Le denunce relative allo stato di degrado ambientale, con la presenza di aree di stoccaggio incontrollate e la conseguente necessità di interventi urgenti, testimoniano una carenza di manutenzione e di programmazione strategica che ha impattato negativamente sull’immagine e sulle condizioni operative del carcere.
La situazione contabile, definita “disastrosa”, indica possibili irregolarità finanziarie o una gestione inefficiente delle risorse, richiedendo un’indagine approfondita e misure correttive immediate.
Il malessere diffuso tra il personale, percepibile anche da chi ha prestato servizio temporaneo, è un sintomo allarmante di un clima lavorativo teso e demotivante.
La gestione del personale durante la stagione estiva, specificamente menzionata, ha presumibilmente aggravato ulteriormente queste tensioni, evidenziando difficoltà nella pianificazione del lavoro e nell’assegnazione delle risorse umane.
L’esplicita affermazione che “è difficile rimpiangere il suo operato” rappresenta un atto di sanzione formale, che sottolinea la gravità delle criticità riscontrate e la necessità di un cambiamento radicale nella direzione dell’istituto.
L’insediamento di Fulvio Tempesta, pertanto, si presenta non solo come un cambio di persona, ma come un’opportunità per ricostruire un ambiente lavorativo sereno, ripristinare l’efficienza del sistema penitenziario e affrontare le problematiche strutturali che hanno caratterizzato la gestione precedente.
La sfida è complessa, ma la speranza è che il nuovo direttore possa avviare un percorso di rinnovamento che porti a un miglioramento tangibile per il personale, i detenuti e l’intera comunità locale.







