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Valle d’Aosta: Nasce il Comitato No alla Riforma Giudiziaria

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A Valle d’Aosta si configura un fronte ampio e diversificato per contrastare la proposta di riforma costituzionale riguardante il sistema giudiziario, con la nascita di un Comitato Promotore del “No” al referendum.
Questa iniziativa unisce un panorama eterogeneo di associazioni, organizzazioni civiche e forze politiche, testimoniando una diffusa preoccupazione per le implicazioni della riforma sul tessuto democratico e sul principio di legalità.
Tra gli aderenti figurano realtà di spicco come la CGIL, l’ANPI, l’ARCI, l’associazione Libera, Attac, Sunia, Federconsumatori, Cittadinanza Attiva, Valle d’Aosta Aperta, il Partito Democratico, la coalizione Alleanza Verdi Sinistra-Rete Civica e Sinistra Italiana.

Questa convergenza sottolinea come la questione non si riduca a una disputa ideologica, ma coinvolga valori condivisi e l’interesse comune a preservare i pilastri dello Stato di diritto.

Il Comitato, nella sua nota istitutiva, articola la propria opposizione in termini di difesa dell’indipendenza e dell’autonomia della magistratura.
Queste prerogative, lungi dall’essere prerogative di un’élite, rappresentano un baluardo imprescindibile per garantire l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.

La riforma, a detta del Comitato, rischia di compromettere questo equilibrio, creando una situazione di potenziale vulnerabilità per i diritti fondamentali.

Nei prossimi due mesi, il Comitato intende attivare un’intensa campagna informativa e di sensibilizzazione rivolta alla cittadinanza.

L’obiettivo è promuovere un voto consapevole, basato su una comprensione approfondita delle conseguenze della riforma.

Gli incontri pubblici, i dibattiti e la divulgazione di materiale informativo saranno gli strumenti principali per raggiungere questo scopo.
Parallelamente, prosegue con vigore la raccolta firme, un atto di forte mobilitazione popolare che mira a esprimere il dissenso verso la proposta di legge.
L’iniziativa ha già raccolto un significativo numero di adesioni, superando le 265.000 firme in un breve lasso di tempo, con l’ambizioso obiettivo di raggiungere le 500.000 entro la fine di gennaio.

Questo sforzo collettivo testimonia la crescente preoccupazione e l’impegno civico a difendere i principi costituzionali che fondano la Repubblica Italiana.
L’iniziativa, dunque, si configura come un segnale forte e chiaro: la salvaguardia dell’autonomia giudiziaria è un patrimonio da proteggere, un diritto da esercitare con consapevolezza e partecipazione attiva.

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