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Valle d’Aosta: SOS Sanità, indietro rispetto all’Italia

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La Valle d’Aosta si posiziona, nel 2023, in una condizione di marcata arretratezza rispetto alle altre regioni italiane per quanto riguarda l’attuazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), come evidenziato dalla classifica Gimbe.
Il divario è significativo: mentre la media nazionale si attesta a 226 punti, la Valle d’Aosta registra un punteggio di soli 165, segnalando un deficit strutturale nell’offerta di servizi sanitari essenziali.
Questa performance, che etichetta la regione come inadempiente secondo il Nuovo Sistema di Garanzia, riflette una complessa situazione che si articola in diverse aree di criticità.

L’analisi dettagliata rivela debolezze specifiche nella prevenzione, nel potenziamento dei servizi territoriali e nell’organizzazione dell’assistenza ospedaliera.
In particolare, l’area della prevenzione, cruciale per un sistema sanitario efficace e orientato alla promozione della salute, si attesta a soli 77 punti.

Questo risultato è particolarmente allarmante se paragonato alle performance di eccellenza di province autonome come Trento e Veneto, che raggiungono un punteggio di 98, evidenziando una distanza di ben 21 punti.
Questa differenza suggerisce lacune nell’implementazione di programmi di screening, vaccinazioni, educazione sanitaria e promozione di stili di vita sani.
Anche il potenziamento dei servizi territoriali, pilastro fondamentale di un’assistenza sanitaria centrata sulla persona e vicina al domicilio, mostra segnali di difficoltà.

Con soli 35 punti, l’area distrettuale si posiziona significativamente al di sotto della media nazionale e lontana dai modelli virtuosi, come quello veneto che raggiunge i 94 punti.
Questa lacuna implica una carenza di risorse umane (medici di medicina generale, infermieri, specialisti ambulatoriali), di infrastrutture e di tecnologie per garantire un’assistenza qualificata e accessibile a tutti i cittadini.
Infine, l’area ospedaliera, pur ottenendo un punteggio di 53 punti, non riesce a raggiungere le performance delle regioni più avanzate, come il Trentino, che si attesta a 57 punti.
Questo suggerisce margini di miglioramento nell’organizzazione dei servizi, nella gestione delle risorse e nell’adozione di tecnologie innovative per garantire un’assistenza ospedaliera efficiente e di alta qualità.

La situazione della Valle d’Aosta evidenzia la necessità di un’azione correttiva urgente e mirata, che coinvolga tutte le parti interessate – istituzioni regionali, professionisti sanitari, associazioni di pazienti – per colmare il divario con le altre regioni italiane e garantire a tutti i cittadini il diritto a un’assistenza sanitaria adeguata e di qualità.
L’investimento in risorse umane, l’innovazione tecnologica e la riorganizzazione dei servizi rappresentano passi fondamentali per superare questa sfida e costruire un sistema sanitario più equo e sostenibile.

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