Fino al 14 febbraio, il regista toscano girerà le ultime e più impegnative scene in località montane, oltre i duemila metri nel comune alpino di Doues (Aosta) e sopra i mille metri sugli Appennini tosco-emiliani, a Fanano (Modena) e Cantagallo (Prato). Con lui stavolta il celebre attore ceco e il cantautore, già voce dei Modena City Ramblers, per la prima volta sullo schermo. Rossi torna alla memoria storica con un ritratto della Resistenza: protagonista il partigiano Gio nell’inverno tra il 1944 e il 1945, tra cinema documentario e reportage di guerra
Come nel più freddo inverno del Novecento: si terranno sulle Alpi in Valle d’Aosta e poi sull’Appennino in Emilia e in Toscana le ultime riprese di “Se venisse anche l’inferno”, il nuovo lavoro di Samuele Rossi, prodotto da Echivisivi con Solaria Film e MYmovies. Sul set ci saranno per la prima volta l’attore ceco Ivan Franek, l’attrice Giusi Merli e il cantautore Cisco, al suo esordio come attore.

Il film racconta la storia del partigiano Gio, nome di battaglia, rimasto da solo e pronto a sopravvivere, in un rifugio di montagna sulle Alpi dopo un feroce rastrellamento nazi-fascista. Di fronte a lui il terribile inverno del 1944, uno dei più freddi della storia italiana ed uno dei peggiori della guerra ormai esplosa in tutta la sua drammaticità, ricostruito nella nuova opera del regista toscano. Il titolo del film è tratto da un adattamento partigiano del canto alpino “Su pei monti vien giù la neve” risalente alla Prima guerra mondiale.
Sarà una sfida per la regia e tutta la troupe. In questa sessione di riprese, gli attori sono chiamati a girare nei luoghi a oltre duemila metri in un alpeggio in disuso all’Arp De Praz, nel Comune di Doues (Aosta), sotto la suggestiva conca di Champillon: è qui che il protagonista è costretto a nascondersi dopo la tragica sorte dei suoi compagni, alle temperature più basse della storia recente, dove sarà ricostruito l’inverno più freddo del Novecento. In seguito, la troupe si trasferirà invece nei fitti boschi di Fellicarolo sull’Appennino modenese sotto il monte Cimone, nel comune di Fanano, a circa mille metri di altitudine, dove avverrà la fuga e la caccia al partigiano da parte delle truppe naziste, mentre nel comune di Cantagallo (Prato), tra le nascoste vallate ed abetaie della Riserva dell’Acquerino e presso Villa Guicciardini, saranno girate le scene conclusive del film.

Sarà l’occasione per vedere sul set Ivan Franek, celebre attore teatrale e cinematografico boemo, noto al pubblico italiano per il film di Silvio Soldini “Brucio nel vento”, di recente parte del cast internazionale di “The resurrection of the Christ” di Mel Gibson e “Project D – Love Story” di Luc Besson. Con lui Giusi Merli (che reciterà nei panni di una vedova di guerra), nota al grande pubblico per il ruolo nel 2013 della Santa ne “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino e recentemente della Reverenda Madre Ramallo in “Dune 2” di Denis Villeneuve. Per la prima volta sullo schermo come attore ci sarà la straordinaria partecipazione di Cisco, all’anagrafe Stefano Bellotti, voce della “Bella ciao” più ascoltata, ex dei Modena City Ramblers.
Nel cast, figurano anche il giovane Luca Tanganelli, per la prima volta protagonista (nel cast di “Alla festa della rivoluzione”, il nuovo film di Arnaldo Catinari presentato lo scorso ottobre alla Festa del Cinema di Roma), accanto a lui Luca Vergoni, apprezzato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia in “Orfeo”, e Giorgio Colangeli, nei panni di un internato scappato dai campi di concentramento. Poi gli attori valdostani Alice Vierin, Andrea Damarco e Giada Bessone.

Sarà un racconto in presa diretta, dal contatto più ravvicinato possibile: le riprese alterneranno piani sequenza e long take privilegiando la continuità temporale senza tagli di montaggio, con gli attori liberi di improvvisare all’interno della linea narrativa. Tra cinema documentario e reportage di guerra, Rossi usa la macchina da presa in modo peculiare per seguire i passi di Gio, il partigiano protagonista, il “corpo” su cui si muove la Storia, travolto dagli accadimenti.
“Se venisse anche l’inferno” è il primo film di finzione prodotto da Echivisivi, e segue il successo di “Prima della fine. Gli ultimi giorni di Enrico Berlinguer” (candidato nel 2025 ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento). È prodotto da Samuele Rossi, Giuseppe Cassaro e Emanuele Nespeca ed è una produzione Echivisivi con Solaria Film e MYmovies, con il contributo di Fondazione Film Commission Vallée d’Aoste, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna attraverso Emilia-Romagna Film Commission, realizzato con il contributo del PR FESR Toscana 2021-2027 bando per la concessione di sovvenzioni a fondo perduto per la produzione di opere cinematografiche e audiovisive – Anno 2024 messo a disposizione dalla Regione Toscana, con la collaborazione di Toscana Film Commission, con il sostegno di BCC Valdostana e la collaborazione di Lo Conte Edile Costruzioni.

L’uscita del film nelle sale è prevista per l’autunno 2026.
Il film sottolinea il passaggio di Echivisivi al cinema di finzione dopo oltre 10 anni di esperienza nella produzione di cinema documentario definendo un importante allargamento della sua piattaforma creativa in un momento storico molto complesso per il cinema italiano. Il progetto segna anche una tappa significativa nel percorso evolutivo di MYmovies: “Se venisse anche l’inferno” è il primo progetto co-prodotto dal principale sito di cinema in Italia, che accompagna l’opera dalla sua ideazione fino alla distribuzione sulla piattaforma MYmovies ONE. Una scelta che riflette pienamente l’identità editoriale di MYmovies, da sempre orientata alla valorizzazione del cinema di qualità.
Samuele Rossi con questo film torna al cinema di finzione dopo anni di documentario sociale e impegnato. Il percorso continua a tenere conto di alcuni temi capisaldi, come la memoria storica, la storia nazionale e l’impegno civile: ispirato a fatti realmente accaduti, il film ricostruisce un viaggio in un’Italia abbandonata a se stessa e sconvolta dall’orrore della guerra e dalla ferocia nazi-fascista, dalle sue terribili solitudini, dalla fame, dalla paura e dalla miseria. Il titolo “Se venisse anche l’inferno”.
Il film è tratto da un soggetto originale di Samuele Rossi ed è scritto in collaborazione con Lorenzo Bagnatori, che dopo il successo di “Zvanì. Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli” e “Il conte di Montecristo” continua a lavorare sul racconto storico. La fotografia è di Marco Minghi, la scenografia di Lucrezia Tacchella, i costumi di Sara Pellegrini, il trucco di Lisa Pascucci. Si aggiungono il montaggio di Ilaria Cimmino e le musiche di Giuseppe Cassaro.
Samuele Rossi è un regista, sceneggiatore, produttore italiano. La sua carriera spazia tra cinema di finzione e cinema documentario. Tra i suoi lavori Glassboy (ECFA Award 2021, venduto in oltre 40 paesi in tutto il mondo), La memoria degli ultimi (Miglior Documentario Internazionale al Marfici 2014), Indro L’uomo che scriveva sull’acqua (finalista Nastri d’Argento 2017), Margherita La Voce delle stelle (Evento Speciale Festival Internazionale dei Popoli 2022) e Prima della fine. Gli ultimi giorni di Enrico Berlinguer (Cinquina Nastri d’Argento 2025 – Cinema del Reale, Cinquina David di Donatello 2025, nominato Globo d’Oro 2025, XXVI Premio Internazionale Cinearti La Chioma di Berenice). È fondatore e CEO di Echivisivi, un progetto culturale dove la passione per il cinema è al centro di ogni processo produttivo. Dal 2018 al 2023 ha fatto parte del Consiglio Direttivo del Festival Internazionale dei Popoli. Dal 2017 al 2021 è stato parte del Consiglio Direttivo di CNA Cinema e Audiovisivo Toscana. Dal 2015 si occupa di formazione nelle scuole attraverso laboratori rivolti a tutte le età (dall’infanzia alla secondaria di II grado) con l’intento di contribuire ad una nuova consapevolezza dell’immagine. È stato docente di Accademia Cinema Toscana dal 2018 al 2024. Attualmente lo è di Bottega Finzioni dal 2021 e della Scuola Nazionale di Cinema Indipendente dal 2024.






