Il Traforo del Monte Bianco, arteria vitale per la mobilità alpina e l’integrazione europea, si appresta a riconnettere Italia e Francia venerdì 12 dicembre alle ore 17:00, segnando la conclusione di un’operazione complessa e strategica.
La data, annunciata dal Geie (Gruppo Elettrico Interalpin), ente gestore congiunto italo-francese, testimonia l’impegno costante verso la sicurezza e l’efficienza di un’infrastruttura di importanza cruciale per il commercio, il turismo e i collegamenti tra due nazioni.
La riapertura, tuttavia, non costituisce un evento scontato.
Essa è condizionata dall’esito positivo di un rigoroso programma di test funzionali, più di 800 verifiche approfondite volte a garantire l’efficacia di tutti i sistemi di sicurezza.
Queste procedure, iniziate a fine novembre, rappresentano un processo essenziale per validare l’integrità operativa del traforo dopo un periodo di intensa attività di manutenzione e risanamento.
L’intervento, necessario a garantire la longevità e la sicurezza della struttura, ha richiesto un impegno straordinario da parte del personale e delle imprese appaltatrici.
Il cronoprogramma, scrupolosamente rispettato, ha previsto un ciclo di quindici settimane di lavoro ininterrotto, culminato con l’esecuzione delle ultime cinque esercitazioni obbligatorie di sicurezza, previste per l’anno 2025.
Queste esercitazioni, simulate in condizioni reali, mettono alla prova la capacità di risposta del personale di fronte a possibili emergenze, rafforzando la preparazione e la resilienza del sistema.
Particolarmente impegnativi sono stati i due cantieri di risanamento della volta, avviati il 1° settembre scorso.
Questi interventi, cruciali per la stabilità strutturale del traforo, hanno comportato 102 giorni consecutivi di attività ininterrotta, con turni di lavoro massimizzati per garantire una rapida esecuzione.
Oltre 150 persone, lavorando 24 ore su 24, hanno accumulato un totale di oltre 150.000 ore di lavoro, un’impresa logistica e operativa di notevole portata.
Questa intensità lavorativa riflette la consapevolezza dell’importanza strategica del traforo e l’urgenza di mitigare i rischi.
Il progetto di risanamento, un investimento significativo da parte delle società concessionarie Sitmb (lato italiano) e Atmb (lato francese), ammonta a 21 milioni di euro per l’anno 2025.
Questa cifra testimonia l’impegno finanziario continuo per la preservazione di un bene comune, un’infrastruttura che supera il mero aspetto economico per incarnare un legame storico, culturale e sociale tra Italia e Francia.
La riapertura del Traforo del Monte Bianco non è solo un evento legato al traffico veicolare.
Essa rappresenta un simbolo di cooperazione transfrontaliera, un esempio concreto di come due nazioni possano collaborare per superare sfide comuni e garantire la sicurezza e la prosperità di un’intera regione alpina.
Il successo di questa operazione sottolinea l’importanza di investire in infrastrutture cruciali, mantenendo sempre al primo posto la sicurezza e la sostenibilità.
L’apertura imminente è una promessa di nuove opportunità e di un futuro connesso, un ponte tra due mondi.

