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80 anni di Consiglio Valle: un cammino di identità e futuro.

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Il 10 gennaio: un giorno per ricordare, un giorno per guardare avanti.

Ottant’anni fa, in quel gennaio, nasceva formalmente un’istituzione: il Consiglio della Valle, un nome, un atto, un inizio.

Non solo una data, ma l’eco di un tempo, il suono di voci, il sussurro di un progetto.

Ottanta anni, un traguardo.

Un ottavo di secolo, un percorso compiuto.
Non solo una ricorrenza, ma un’occasione per ripercorrere le tappe di un cammino, un cammino di identità, un cammino di appartenenza.
Il Consiglio, nato con un decreto, germogliato da un’esigenza di ricostruzione, di rifondazione.
Dalle macerie di un passato tormentato, si leva la volontà di creare, di costruire un futuro.

Un futuro di autogoverno, di autonomia, di valorizzazione.
Il ricordo di quel 10 gennaio 1946 si materializza nell’Aula consigliare, un luogo simbolo, teatro di decisioni, di dibattiti, di scelte che hanno plasmato il volto della Valle d’Aosta.
Un’immagine vivida: i volti dei primi consiglieri, figure chiave di un’epoca: Flaviano Arbaney, Beniamino Armand, Lino Binel, nomi incisi nella storia, testimoni di un’alba nuova.

Un’assemblea, venticinque voci diverse, ma unite da un unico obiettivo: dare forma ad un territorio, a una comunità.

Il Consiglio, per decenni, ha esercitato un ruolo cruciale, un pilastro dell’ordinamento regionale, fino al 1949.

Un passaggio fondamentale, un’eredità da custodire, da tramandare.
Questa giornata non è solo un omaggio al passato, un tributo ai padri fondatori.
È un’occasione per riflettere sull’attualità, sulle sfide del presente.

Un momento per rinsaldare i valori che hanno ispirato la nascita della Valle d’Aosta autonoma: l’attaccamento alla terra, la difesa delle tradizioni, la promozione della cultura.
E soprattutto, è un appuntamento con il futuro, un invito a guardare avanti con speranza e determinazione.
Un’occasione per coinvolgere le nuove generazioni, per trasmettere loro la passione per la propria identità, la consapevolezza delle proprie responsabilità.
Il ricordo di quel 10 gennaio deve illuminare il cammino di domani, guidando le scelte di chi governa, ispirando il comportamento di ogni cittadino.
Perché la Valle d’Aosta è un progetto aperto, un’opera in continuo divenire, un sogno da realizzare insieme.

Un sogno di autonomia, di prosperità, di giustizia.

Un sogno che si rinnova ogni giorno, in ogni angolo di questa terra meravigliosa.

Un sogno che merita di essere custodito, difeso, ampliato.
Un sogno che è la nostra storia, la nostra identità, il nostro futuro.

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