L’aggressione alla sede de *La Stampa* a Torino ha scatenato un’ondata di reazioni che trascendono le tradizionali divisioni politiche, delineando un fronte comune di condanna.
Il gesto, di inequivocabile gravità, ha provocato un immediato e corale appello alla salvaguardia della libertà di stampa e alla difesa delle istituzioni democratiche.
Dal Quirinale, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha stigmatizzato con fermezza l’atto, sottolineando la sua natura inaccettabile e la necessità di garantire la sicurezza dei giornalisti, pilastri fondamentali per il corretto funzionamento di una società libera.
Similmente, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso profonda preoccupazione, evidenziando l’importanza di condannare qualsiasi forma di violenza contro i media e di proteggere il diritto di informare e di essere informati.
Questo sentimento di unità si è esteso ben oltre l’alveo governativo.
I presidenti del Parlamento, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, hanno espresso la loro indignazione, ribadendo il ruolo imprescindibile della stampa come garante della trasparenza e della responsabilità politica.
Anche le figure di spicco dell’opposizione, come la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e il Presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, hanno aderito alla condanna, riconoscendo la necessità di un fronte compatto contro le minacce alla libertà di espressione.
L’episodio non si limita a rappresentare un attacco fisico a una redazione giornalistica, ma simboleggia un tentativo di intimidazione nei confronti dell’intero sistema democratico.
La violenza verbale e fisica diretta ai giornalisti, purtroppo, non è un fenomeno nuovo, ma l’intensificarsi di tali episodi solleva interrogativi profondi sulla crescente polarizzazione del dibattito pubblico e sulla necessità di promuovere una cultura del rispetto e della tolleranza.
La risposta unitaria delle forze politiche, pur encomiabile, non può esaurire l’impegno.
È fondamentale che le istituzioni rafforzino le misure di protezione per i giornalisti, che le forze dell’ordine conducano indagini accurate e che la società civile si mobiliti per contrastare ogni forma di attacco alla libertà di stampa.
La difesa della democrazia passa, anche, attraverso la tutela di chi la informa.
Questo atto odioso richiede un profondo esame di coscienza e una rinnovata dedizione ai valori fondativi della Repubblica italiana.






