La mostra “Perché non accada mai più – Ricordiamo”, promossa da Anffas Emilia-Romagna e Amici dell’Anffas, si configura come un’imperativa riflessione sulla tragica eredità di Aktion T4, il programma nazista di “eutanasia” forzata.
Allestita nell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna in occasione del Giorno della Memoria, l’esposizione, inaugurata il 19 gennaio alla presenza delle autorità regionali e di Anffas, si propone di illuminare un capitolo oscuro e spesso trascurato della storia del Novecento, un crimine contro l’umanità che preludio e in qualche modo, modelli per le successive e più estese persecuzioni.
Aktion T4, avviato nel 1939, non fu un’iniziativa isolata, bensì un laboratorio di morte in cui vennero sperimentate metodologie e pratiche che avrebbero poi trovato applicazione su scala industriale nei campi di sterminio.
Si trattava di un progetto sistematico di eliminazione fisica di individui ritenuti “indesiderati” dalla logica razziale e utilitaristica del regime nazista: persone con disabilità psichiche e fisiche, veterani di guerra invalidi, malati terminali, pazienti con disturbi mentali cronici.
L’obiettivo era duplice: liberare risorse (letti ospedalieri, personale medico, fondi pubblici) e, secondo una perversa ideologia, “purificare” la razza ariana.
La mostra, attraverso 31 pannelli documentali e fotografici, ricostruisce non solo le dinamiche del programma, l’organizzazione burocratica e la rete di istituzioni coinvolte (cliniche, ospedali psichiatrici, centri di selezione), ma anche le storie individuali delle vittime, strappate ai loro affetti e private della dignità.
Vengono presentati i nomi e le immagini di uomini e donne, bambini e anziani, le loro vite spezzate da un regime sanguinario.
L’esposizione non si limita a denunciare la barbarie nazista, ma indaga anche le responsabilità intellettuali e scientifiche che ne hanno reso possibile la realizzazione.
Vengono esaminati i discorsi e le teorie dei medici e degli scienziati coinvolti, che giustificavano l’eliminazione delle persone vulnerabili con argomentazioni pseudo-scientifiche e ideologiche.
La mostra offre poi uno spazio di riscoperta e celebrazione di figure esemplari di resistenza morale.
Particolare rilievo è dedicato al card.
Clemens August von Galen, vescovo di Münster, che con il suo coraggio profetico denunciò pubblicamente il programma di “eutanasia”, sollevando l’opinione pubblica tedesca e costringendo inizialmente i nazisti a sospendere le operazioni.
Emerge inoltre la figura di Guglielmo Lippi Francesconi, medico lucchese che, durante il regime fascista, si oppose fermamente alla pratica di internare gli oppositori politici in manicomi, rifiutandosi di siglare falsi certificati di malattia mentale.
Per la sua integrità professionale e il suo coraggio civico, fu fucilato dai fascisti nel 1944, simbolo di una resistenza silenziosa ma ineludibile.
“Perché non accada mai più – Ricordiamo” si configura quindi come un monito severo e un invito all’azione: un appello alla vigilanza costante per difendere la dignità di ogni essere umano, specialmente dei più fragili, e per contrastare ogni forma di discriminazione e violenza.
Un’esposizione che, attraverso la memoria del passato, ci spinge a costruire un futuro di giustizia, inclusione e rispetto dei diritti umani.








