L’operazione internazionale che ha portato all’arresto a Tirana di un 39enne cittadino albanese, originario di Kastriot, rappresenta un capitolo significativo di una complessa indagine protrattasi per oltre un decennio e conclusasi grazie alla sinergia tra le autorità italiane e albanesi.
L’uomo, oggetto di un mandato di arresto emesso dalla Procura della Repubblica di Perugia e circoscritto attraverso i canali ufficiali di cooperazione internazionale, era latitante da maggio 2025, ricercato in relazione a una sofisticata rete di traffico illecito di sostanze stupefacenti che aveva operato a Bastia Umbra tra il 2011 e il 2013.
L’inchiesta, condotta dalla Procura di Perugia, con il contributo cruciale dell’Ufficio di Cooperazione Giudiziaria Internazionale (OCGI) e del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP), ha richiesto un’approfondita analisi di dati complessi e una paziente ricostruzione di dinamiche criminali transnazionali.
La localizzazione del latitante non è stata immediata, richiedendo un’indagine mirata e una meticolosa raccolta di informazioni.
L’elemento decisivo per l’arresto è emerso dalla scoperta di un’attività commerciale sviluppata dall’indagato a Tirana.
Questa impresa, apparentemente legittima, si dedicava all’importazione, all’esportazione e alla commercializzazione all’ingrosso e al dettaglio di una vasta gamma di prodotti: zootecnici, agricoli, industriali, alimentari, bevande alcoliche e analcoliche.
L’attività, pur celando la sua vera natura, ha fornito un punto di ancoraggio cruciale per le indagini, evidenziando come spesso i trafficanti di droga utilizzino attività legali come copertura per le loro operazioni illecite, sfruttando la globalizzazione economica per dissimulare flussi finanziari e merci illegali.
L’arresto si inserisce in un contesto investigativo più ampio che aveva già portato all’arresto, il 12 maggio 2025 a Santa Maria degli Angeli, del fratello del latitante, anch’egli coinvolto nella stessa indagine.
Quest’ultimo si trova attualmente detenuto presso il carcere di Perugia, a disposizione della giustizia.
L’uomo arrestato dovrà ora espiare una pena definitiva di cinque anni e undici mesi di reclusione, rappresentando un significativo successo nella lotta contro il traffico di droga e un monito per chi cerca di sottrarsi alla giustizia attraverso vie internazionali.
Al momento, è in attesa di estradizione in Italia, dove dovrà rispondere integralmente delle accuse a suo carico, con la prospettiva di un processo che metterà a confronto la ricostruzione dei fatti e le sue controdeduzioni.
L’operazione sottolinea l’importanza della cooperazione giudiziaria e di polizia transfrontaliera per contrastare efficacemente i crimini organizzati che operano su scala internazionale.

