L’Atalanta, con una determinazione palpabile, prosegue il suo percorso di risalita verso le zone nobili della classifica europea, un cammino intrapreso con l’avvento di Gian Piero Gasperini in panchina, che ha saputo instillare un’identità precisa e un’intensità di gioco che contraddistingue la squadra orobica.
La vittoria contro il Bologna, figlia di una resilienza ammirevole e concretizzata dalla doppietta di Avram Krstovic, sottolinea la capacità della Dea di reagire alle avversità, superando assenze significative e mantenendo un’elevata incisività offensiva.
Il successo non è solo frutto di singoli episodi, ma riflette una costruzione di gioco solida, un pressing asfissiante e una transizione veloce che mette a dura prova le difese avversarie.
L’Atalanta, lungi dall’essere una squadra dipendente da singoli talenti, dimostra di possedere una profonda consapevolezza tattica e una coesione di gruppo che le consente di esprimere un calcio propositivo e performante.
Al contrario, il Bologna affonda in una spirale negativa, un declino inarrestabile che ha trasformato una partenza promettente in una preoccupante fase di crisi.
La squadra di Vincenzo Italiano, che aveva inizialmente mostrato segnali di crescita e potenziale, fatica a ritrovare la propria identità, pagando a caro prezzo una perdita di lucidità e di rendimento che si traduce in risultati al di sotto delle aspettative.
La vittoria, un miraggio lontano, manca da novembre, testimoniando una profonda incertezza che pervade l’ambiente.
Il calo non è circoscritto a una sola area di gioco: la difesa appare vulnerabile, il centrocampo perde mordente e l’attacco soffre di una mancanza di ispirazione.
Le difficoltà si sommano, alimentando un circolo vizioso che mette a rischio il progetto tecnico e compromette le ambizioni stagionali.
La squadra, incapace di trovare soluzioni efficaci, si presenta al cospetto di una concorrenza agguerrita, dove ogni errore diventa fatale.
La necessità di una pronta inversione di tendenza si fa sempre più impellente, richiedendo una riflessione profonda e un intervento risolutivo per evitare un ulteriore deterioramento della situazione.
L’analisi delle cause di questa crisi dovrà essere approfondita, considerando fattori tattici, psicologici e, forse, anche legati a problematiche interne al gruppo.





