La stagione concertistica 2026 dell’Ateneo Musica Basilicata si preannuncia un’esperienza culturale di ampio respiro, un percorso sonoro che abbraccia generi e linguaggi, declinato in quindici appuntamenti pensati per stimolare la curiosità e l’interesse di un pubblico eterogeneo.
La presentazione, avvenuta a Potenza, ha visto la direttrice artistica Giovanna D’Amato e l’assessore comunale alla cultura Roberto Falotico illustrare un cartellone che riflette la volontà di superare le barriere tradizionali tra i diversi ambiti musicali e performativi.
L’edizione numero trentanovesima, inaugurata il primo gennaio con “Da Vienna al Cotton Club”, si protrarrà fino al diciannove aprile, animando le domeniche con un programma dinamico e innovativo.
Il Teatro Stabile di Potenza, fulcro culturale del territorio, offrirà un’acustica impeccabile per accogliere le esibizioni, divenendo un palcoscenico privilegiato per un’offerta musicale d’eccellenza.
Il filo conduttore della stagione è la contaminazione, intesa come dialogo fertile tra la rigorosa tradizione della musica classica e l’energia pulsante di altre forme espressive.
La musica colta, pilastro imprescindibile del cartellone, sarà costantemente reinterpretata attraverso performance ibride, capaci di coinvolgere spettatori di tutte le età e provenienze culturali.
L’Orchestra 131 della Basilicata, motore propulsivo dell’associazione, sarà protagonista assoluta, declinandosi in progetti che spaziano dalla rielaborazione di capolavori mozartiani e pergolesiani a collaborazioni inaspettate con artisti provenienti dal panorama teatrale, dalla canzone d’autore e dalla scena rap.
L’eclettismo del cartellone si manifesta nella presenza di nomi di spicco provenienti da diversi settori artistici: la recitazione di Maurizio Casagrande si fonderà con la potenza evocativa della musica, mentre la performance del rapper Mario Incudine offrirà una prospettiva contemporanea e dinamica.
La stagione culminerà con un omaggio appassionato al tango, un genere musicale ricco di pathos e virtuosismo, simbolo di un’identità culturale complessa e affascinante.
L’iniziativa, fortemente sostenuta dall’amministrazione comunale, si configura come un investimento nel tessuto sociale, un’opportunità per rafforzare il senso di comunità e promuovere la fruizione della cultura come strumento di crescita personale e collettiva.
La musica, in questa visione, non è solo intrattenimento, ma un linguaggio universale capace di generare emozioni, stimolare la riflessione e creare ponti tra individui e culture diverse.

