Aula Ambrosii: Riapre un Tesoro Nascosto a Sant’Ambrogio

L’apertura al pubblico dell’antica sacrestia dei Monaci, ora denominata Aula Ambrosii, segna un capitolo inedito nella storia della Basilica di Sant’Ambrogio.
Questo evento, orchestrato dal progetto “Ambrosius.

- PUBBLICITA -

Il Tesoro della Basilica” guidato dall’abate-parroco monsignor Carlo Faccendini in collaborazione con l’Ufficio Beni culturali della Diocesi di Milano e la Soprintendenza, restituisce alla città un nucleo storico di profondo significato, prima inaccessibile.
L’Aula Ambrosii si rivela il fulcro di un percorso dedicato al patrono di Milano, un viaggio che ne ricostruisce la figura storica e la complessa eredità spirituale.
Al suo interno, spicca la presenza della scodella attribuita al Santo, oggetto di culto e simbolo della sua opera caritativa, affiancata dal suo letto.
Questo manufatto ligneo, un tempo disperso in frammenti rinvenuti nel 1938 nell’altare di San Vittore in Ciel d’oro, è stato accuratamente ricomposto e ora trova collocazione stabile nel Tesoro di Sant’Ambrogio.
La sua funzione, tradizionalmente intesa come giaciglio funebre del vescovo, lo rende un elemento di straordinaria suggestione storica e devozionale.

L’assegnazione del letto a questo ambiente segna l’avvio di un’ambiziosa campagna di studi storico-archeologici e indagini scientifiche, volta a svelare ulteriori dettagli sulla sua origine, composizione e significato rituale.
Il sacello di San Vittore in Ciel d’oro, un raro esempio di *cella memoriae* sopravvissuta, custodisce un tesoro inestimabile: il celebre ritratto musivo di Ambrogio.

Questa immagine, che lo raffigura in dalmatica, rappresenta la più antica raffigurazione del Santo e offre uno sguardo privilegiato sulla sua immagine pubblica e sulla sua figura di autorità ecclesiastica.

Il percorso si estende alle due sale del Capitolino, un tempo corridoio di collegamento tra la Basilica e il monastero benedettino.
Queste sale, arricchite da un ricco corredo di testimonianze archeologiche e artistiche, illustrano le successive fasi costruttive del complesso ambrosiano, evidenziando le trasformazioni architettoniche e le evoluzioni culturali nel corso dei secoli.
La narrazione culmina nella riscoperta della destinazione originaria degli ambienti del Capitolino: un luogo di sepoltura riservato agli abati e ai benefattori medievali che hanno contribuito alla grandezza della Basilica.

Questo spazio, adornato da elementi scultorei altomedievali, stucchi architettonici bassomedievali e le commoventi figure dei “Pleurantes” – cinque monaci benedettini in abito talare del XV secolo – offre un’immagine toccante della vita monastica e della devozione verso il patrono.
Il progetto “Ambrosius” non si limita alla riapertura del Tesoro, ma mira a un rinnovamento complessivo dell’esperienza visitatori.

Pur mantenendo libera l’accesso alla Basilica come luogo di preghiera, il progetto include un ridisegno dell’area di accoglienza e didattica, e la creazione di due orti in stile monastico, elementi che evocano il ritmo della vita monastica e la sua connessione con la terra.

L’inaugurazione ufficiale, prevista per il 5 dicembre in concomitanza con il discorso dell’Arcivescovo alla città, sarà seguita da un periodo di apertura gratuita al pubblico, dal 9 al 24 dicembre, consentendo a milanesi e turisti di immergersi in questo nuovo capitolo della storia ambrosiana.

- pubblicità -