Le indagini sulla tragica scomparsa di Aurora Livoli, la giovane studentessa romana trovata senza vita a Milano, hanno portato alla luce elementi inquietanti che riconducono a Emilio Gabriel Valdez Velasco, cittadino peruviano ora al centro dell’inchiesta per presunto omicidio.
Le immagini delle telecamere di sorveglianza, datate 28 dicembre e ora cruciali agli atti della Procura di Milano, rivelano un incontro ravvicinato tra il peruviano e la vittima, in una location carica di significato: la banchina di una fermata della metropolitana.
Questo punto, paradossalmente luogo di transito e connessione, si rivela essere il teatro di un incontro che prelude a una vicenda drammatica.
Le riprese mostrano Valdez che si avvicina ad Aurora, inizialmente con un gesto apparentemente cordiale – una stretta di mano – che si trasforma in un gesto inusuale e potenzialmente significativo: l’uomo si inginocchia ai piedi della giovane, un’azione che suggerisce una dinamica di sottomissione o, viceversa, un tentativo di creare un legame emotivo intenso e forse manipolatorio.
La scena culmina con Valdez che accompagna Aurora allontanandosi dalla banchina, lasciando presagire una fuga o un percorso che, purtroppo, si rivelerà fatale.
L’importanza di queste immagini risiede non solo nella loro capacità di ricostruire gli ultimi momenti in libertà di Aurora, ma anche nella loro potenziale rilevanza per la qualificazione giuridica del reato.
I pubblici ministeri stanno esaminando attentamente le riprese e le relative circostanze per valutare se il comportamento di Valdez possa rientrare nella definizione di “femminicidio”, una nuova aggravante introdotta nel diritto penale italiano per affrontare in modo più specifico e severo i crimini di violenza di genere, focalizzandosi sulla motivazione legata alla discriminazione di genere e alla sottomissione della vittima.
L’interrogatorio, previsto per giovedì, rappresenta un momento cruciale.
I pm cercheranno di accertare la natura del rapporto tra Valdez e Aurora, il contesto in cui si sono incontrati e le intenzioni dell’uomo.
L’analisi delle immagini, abbinata alla testimonianza di Valdez, sarà determinante per comprendere le dinamiche che hanno portato alla morte di Aurora e per definire le accuse che saranno mosse, con particolare attenzione alla possibilità di qualificare il reato come femminicidio, un riconoscimento che sottolineerebbe la gravità e la specificità della violenza perpetrata.
La vicenda solleva interrogativi urgenti sulla prevenzione della violenza di genere e sulla necessità di strumenti legali più efficaci per proteggere le donne.




