Automobili: Arte, Innovazione e l’Immaginario del XX Secolo

Il Museo Nazionale dell’Automobile accoglie “Automobili.
Una storia di innovazione concettuale”, un progetto espositivo che si configura come un’immersione nel complesso rapporto tra arte, industria e immaginario collettivo, a cura di Chiara Marras.
L’artista francese Alain Bublex, noto per la sua ricerca che interseca arte, design e architettura, ci conduce in un viaggio suggestivo, che ripercorre l’evoluzione dell’automobile dal primissimo vagito dell’ingegneria motoristica nel 1802 fino alle sperimentazioni contemporanee.

Lungi dall’essere una mera cronologia di modelli, la mostra si propone di decostruire l’automobile come fenomeno culturale, analizzandone le molteplici dimensioni: spaziale, formale e simbolica.
Bublex, con la sua peculiare sensibilità, trasforma l’automobile in un oggetto di studio, un prisma attraverso cui riflettere i cambiamenti sociali, tecnologici ed estetici che hanno segnato la storia del XX e XXI secolo.

Il percorso espositivo è strutturato in diverse sezioni, ognuna delle quali rivela un aspetto differente della relazione tra arte e automobile.

Quarantacinque opere – un mix di testi, immagini e ricostruzioni – narrano una storia dell’auto spesso celata dietro la pubblicità e l’omologazione.
Due proiezioni video arricchiscono l’esperienza: una focalizzata sull’analisi dettagliata dei disegni tecnici, svelando la complessità del processo di progettazione, l’altra che presenta un’inedita galleria di disegni naturalistici, che catturano la bellezza e la funzionalità delle automobili come fossero creature viventi.

Un elemento cruciale è costituito dagli appunti e dagli schizzi originali dell’artista, un diario visivo che documenta il percorso di ricerca e le riflessioni che hanno portato alla creazione dell’opera.
Completano il quadro dieci modelli in scala 1:10, provenienti dalla prestigiosa Fondation Cartier pour l’art contemporain. Queste sculture, ridotte all’essenziale, non mirano a replicare la fedeltà iconografica dei modelli originali, ma a distillare le loro caratteristiche salienti, le forme che li rendono immediatamente riconoscibili, quasi archetipi dell’automobile.

“A l’abri du vent et de la pluie” (Al riparo dal vento e dalla pioggia) rappresenta il culmine di questa riflessione: un’installazione che racchiude l’essenza della ricerca, un rifugio immaginario dove le automobili dialogano tra loro, silenziose testimoni di un’epoca in continuo mutamento.
Bublex, con il suo sguardo critico e poetico, ci invita a riconsiderare l’automobile non solo come un mezzo di trasporto, ma come un simbolo potente, un artefatto complesso che incarna le aspirazioni, le paure e le contraddizioni della società moderna.

La sua opera è un’indagine sulla bellezza nascosta nella meccanica, sull’eleganza funzionale del design, e sulla profonda influenza che l’automobile ha esercitato – e continua ad esercitare – sul nostro immaginario collettivo.

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