La Persistente Questione dei Ristori per i Soci della Ex Banca Popolare di Bari: Un Grido di Giustizia e ParitàAncora una volta, la piazza di Bari si anima della voce dei soci della ex Banca Popolare di Bari, un coro di disillusione e speranza che si leva contro un sistema percepito come ingiusto.
Oggi, circa cento manifestanti, rappresentanti di associazioni di soci, hanno espresso la loro frustrazione e la loro determinazione di fronte alla Prefettura, in un presidio che testimonia la persistenza di una ferita ancora aperta.
L’incontro con il Prefetto Francesco Russo ha rappresentato un’opportunità per esporre le ragioni di un disagio profondo, radicato nella sensazione di essere stati penalizzati rispetto ad altri gruppi di risparmiatori.
La richiesta principale si articola in due punti chiave: l’istituzione di un tavolo politico-istituzionale a livello parlamentare, coinvolgendo tutti i rappresentanti baresi, e l’invio formale di una richiesta al Ministero dell’Economia e delle Finanze per ottenere chiarimenti dettagliati sulle motivazioni che hanno portato al parere negativo espresso sull’emendamento alla Finanziaria presentato a favore dei soci della ex BpB.
Tale emendamento, volto a fornire ristori economici, si è scontrato con una decisione che appare in contrasto con il parere favorevole, invece, espresso per un analogo intervento a sostegno dei soci delle banche venete.
I presidenti delle associazioni dei soci, Giuseppe Carrieri e Saverio Daddario, hanno espresso un profondo disappunto per la mancata approvazione dell’emendamento, sottolineando l’impatto devastante che questa decisione ha sui risparmiatori baresi.
L’atteggiamento assunto dal MEF, descritto come una disparità di trattamento inaccettabile, amplifica il senso di abbandono e marginalizzazione percepito dai soci, che si sentono esclusi da un sistema di supporto che, invece, sembra favorire altre realtà territoriali.
Il grido che si leva dalla piazza non è solo una richiesta di ristori economici, ma un appello alla giustizia e alla parità di trattamento.
I soci della ex BpB chiedono di essere ascoltati, di comprendere le ragioni di una decisione che appare arbitraria e penalizzante.
L’auspicio è che il tavolo politico-istituzionale possa rappresentare un punto di svolta, un’occasione per riaprire un dialogo costruttivo e per trovare soluzioni concrete che possano alleviare il peso delle perdite subite, restituendo dignità e speranza a una comunità che si sente tradita.
La questione, infatti, trascende la mera dimensione economica, toccando corde profonde di senso civico e di appartenenza territoriale, e rischia di alimentare una spirale di disaffezione nei confronti delle istituzioni.






