Le istituzioni finanziarie dell’Europa centrale e orientale (ECE) si distinguono per una notevole solidità e performance, un risultato che trascende la mera capacità di resistenza e si radica in dinamiche economiche intrinsecamente positive.
Questa constatazione, espressa da Paola Papanicolau, responsabile della divisione banche internazionali di Intesa Sanpaolo durante il Central and Eastern European Forum 2026 a Vienna, sottolinea una traiettoria di crescita differenziata rispetto alla stagnazione relativa osservata in altre aree dell’Eurozona.
L’ECE non si limita a beneficiare di tassi di interesse favorevoli – sebbene questi abbiano giocato un ruolo iniziale – ma si avvantaggia di un substrato economico caratterizzato da fondamenta robuste e da un’inclinazione alla crescita strutturale.
Questo include una maggiore propensione all’imprenditorialità, una forza lavoro giovane e dinamica, e una crescente integrazione nei mercati globali.
La tempestività e l’efficacia delle politiche monetarie hanno contribuito a consolidare questa resilienza, alimentando la creazione di modelli operativi agili e orientati all’efficienza.
Il vero motore di questa performance superiore risiede però nell’accelerazione digitale in atto.
La trasformazione digitale non è più un mero strumento di supporto, relegato a funzioni di back-office o a migliorare l’efficienza IT; si è evoluta in un propulsore fondamentale di crescita.
La popolazione, in larga misura nativa digitale, sta ridefinendo le modalità di consumo, risparmio e investimento, stimolando la domanda di servizi finanziari innovativi e personalizzati.
Questo cambiamento demografico, combinato con un’infrastruttura tecnologica in rapida espansione, crea un ambiente ideale per le banche che sanno adattarsi e anticipare le esigenze dei nuovi consumatori.
L’innovazione non si limita all’implementazione di nuove tecnologie, ma implica una profonda riprogettazione dei modelli di consulenza finanziaria.
Le banche che offrono soluzioni digitali intuitive, accessibili e inclusive, che spaziano dalle operazioni bancarie quotidiane alla pianificazione finanziaria a lungo termine, sono quelle che riescono a fidelizzare la clientela più giovane e a costruire relazioni durature.
La capacità di sfruttare i dati e l’intelligenza artificiale per personalizzare i servizi e offrire consigli finanziari mirati diventa quindi un fattore di differenziazione cruciale.
In definitiva, la performance positiva delle banche dell’ECE non è un fenomeno transitorio, ma il risultato di una combinazione di fattori strutturali che ne fanno un’area di interesse strategico per gli investitori e un laboratorio di innovazione finanziaria per il futuro.
La sfida per il futuro sarà quella di mantenere questo slancio, investendo in nuove tecnologie, sviluppando competenze digitali e promuovendo una cultura dell’innovazione che permetta alle istituzioni finanziarie di rimanere al passo con le mutevoli esigenze di una clientela sempre più esigente e connessa.






