Boccadasse: Funerale per Emanuele, un intero città in lutto.

Un velo di fiori bianchi, una composizione floreale a forma di cuore recante la scritta “Gli amici di sempre”, testimonianze tangibili di affetto e legami.
Le corone provenienti dal golf club Rapallo, dallo sci-club Crans Montana e dall’Atm, si affiancano a quelle ufficiali: un tributo commosso da Regione Liguria, Comune di Genova e dal Genoa CFC, espressioni concrete del cordoglio collettivo.
Il libro dei ricordi si riempie di parole, versi e disegni, un mosaico di emozioni e testimonianze che cercano di racchiudere l’essenza di un ragazzo perduto troppo presto.
I genitori di Emanuele Galeppini, il giovane di sedici anni strappato alla vita nella tragedia di Crans Montana, si sono raccolti, accompagnati dal fratello minore, nella piccola chiesetta di Boccadasse.
Alle dieci del mattino, in quel luogo intriso di storia e spiritualità, attendevano il feretro del figlio, in attesa del funerale previsto per le undici e mezza.

L’atmosfera era carica di dolore, palpabile nell’aria salmastra che profumava il borgo marinaro, incastonato lungo Corso Italia.
La presenza del governatore Marco Bucci e della sindaca di Genova, Silvia Salis, sottolineava la portata del lutto che colpiva l’intera comunità.

Più che semplici rappresentanti istituzionali, erano figure che incarnavano l’abbraccio di una città intera, un gesto di vicinanza ai genitori e al fratello di Emanuele, testimoni di una perdita irreparabile.

La tragedia di Crans Montana, che anni prima aveva scosso il mondo, riaffiorava con la forza del ricordo, una ferita ancora aperta nel cuore di chi aveva conosciuto Emanuele.

La piccola chiesetta di Boccadasse, luogo di preghiera e di rifugio, offriva un fragile conforto in un momento di profondo dolore, un invito alla riflessione sulla fragilità della vita e sull’importanza dei legami umani.

Il funerale, più che una cerimonia, si preannunciava come un momento di condivisione del dolore, un atto di pietà collettiva per un ragazzo che aveva lasciato un segno nel cuore di molti.

Monsignor Marco Tasca, vescovo di Genova, avrebbe presieduto la celebrazione, offrendo parole di consolazione e di speranza in un momento di tenebra.

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