Bologna dice NO: nasce un comitato civico contro la riforma giustizia.

A Bologna, si configura un fronte ampio e articolato in risposta al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia.
Un comitato civico, denominato “Società civile per il No nel referendum costituzionale”, si è costituito con l’obiettivo di mobilitare la cittadinanza e promuovere un voto contrario, incarnando una convergenza di sensibilità diverse e spesso distinte.
La composizione del comitato riflette un ampio spettro della società civile: associazioni di cittadinanza attiva come le Acli, Arci e Libera, realtà studentesche, organizzazioni politiche che spaziano da Alleanza Verdi e Sinistra all’Anpi, passando per il M5S e il PD, fino a includere soggetti trasversali come la Coalizione Civica, la Lista Civica Lepore e la Rete degli Universitari Udu.

Un elemento significativo è la presenza di figure istituzionali e accademiche, testimonianza della gravità percepita della proposta di riforma.

Paolo Bolognesi, ex parlamentare e presidente onorario dell’associazione dei familiari delle vittime del 2 agosto, assume la presidenza del comitato, affiancato dai referenti Alberto Piccinini e Donatella Allegro.

La decisione di mobilitarsi non è frutto di una reazione superficiale, bensì di una profonda preoccupazione per le implicazioni della riforma.

Bolognesi, durante un evento commemorativo della strage della stazione, ha richiamato un documento storico, il “Piano di rinascita” attribuito alla loggia massonica P2, in cui si prevedeva la separazione delle carriere dei magistrati come preludio a un controllo politico della magistratura.
Questa analisi storica, che collega il presente a dinamiche del passato, offre una chiave di lettura critica nei confronti della riforma, accusata di voler realizzare un progetto simile mascherato da riforma.

Il comitato bolognese non opera isolatamente.

Si propone di collaborare attivamente con il comitato distrettuale “Giusto dire No” e con altre iniziative che condividono l’obiettivo di contrastare la riforma.
La strategia prevede una campagna informativa capillare, volta a sensibilizzare la cittadinanza sulle ragioni profonde per esprimere un voto “no”.
L’obiettivo è stimolare la creazione di comitati civici sul territorio metropolitano, creando una rete di attivisti e sostenitori che possano portare avanti la battaglia referendaria in modo diffuso e partecipativo.

La campagna si prefigge di superare una semplice opposizione, puntando a promuovere una riflessione approfondita sul ruolo della giustizia, l’indipendenza dei magistrati e i principi fondamentali dello Stato di diritto.

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