A Bologna prende avvio un’iniziativa pilota di welfare partecipativo, il progetto degli Agenti Comunitari di Salute (ACS), un investimento di 1,4 milioni di euro finanziato con risorse europee per un triennio.
L’obiettivo primario è ridefinire il concetto di salute, spostando l’attenzione dalla cura reattiva alla prevenzione proattiva e all’inclusione sociale, con particolare focus sulle fasce di popolazione più vulnerabili.
L’ACS si configura come un ponte cruciale tra i cittadini, i loro bisogni latenti e l’ampia gamma di risorse disponibili nel territorio.
L’assessora alla Sicurezza, Matilde Madrid, sottolinea come questi agenti non siano semplici mediatori tra utente e servizio, ma veri e propri facilitatori di empowerment, capaci di valorizzare le risorse umane e le competenze già presenti all’interno della comunità.
Il progetto mira a individuare e a rispondere a necessità che altrimenti rimarrebbero inespresse, combattendo l’isolamento sociale e promuovendo un senso di appartenenza e coesione.
La fase sperimentale, della durata di otto mesi, sarà focalizzata sul Quartiere Savena, area caratterizzata da un significativo invecchiamento della popolazione e da un aumento dei casi di solitudine e sovraccarico assistenziale.
Gli ACS opereranno attivamente nel territorio, instaurando relazioni di fiducia con anziani, caregiver e altri membri della comunità, offrendo supporto personalizzato attraverso visite domiciliari, incontri di gruppo e orientamento verso i servizi socio-sanitari disponibili.
La direttrice del Distretto Sanitario Città di Bologna dell’Ausl, Ilaria Camplone, evidenzia l’importanza della prevenzione nella gestione delle patologie croniche, citando l’esempio degli anziani politerfarmaciati, spesso a rischio di complicanze evitabili.
L’intervento precoce degli ACS, in grado di monitorare l’aderenza alle terapie e di fornire un supporto educativo, può contribuire significativamente a migliorare la qualità di vita e a ridurre i costi sanitari.
Chris Tomesani, responsabile del dipartimento Welfare e Benessere di Comunità del Comune di Bologna, definisce l’ambizione del progetto come il raggiungimento di coloro che attualmente si trovano ai margini del sistema di cura, spesso invisibili alle istituzioni.
L’ACS si pone quindi come un investimento strategico nel capitale sociale, rafforzando le reti di supporto informali e prevenendo l’aggravarsi di situazioni di disagio, promuovendo un modello di benessere olistico che integra dimensione sanitaria, sociale e relazionale.
L’iniziativa rappresenta un tentativo concreto di costruire una comunità più resiliente e inclusiva, in grado di rispondere attivamente alle sfide poste dal cambiamento demografico e dalle crescenti disuguaglianze sociali.

