A Bologna, in via Chiudare 4, si erge ora una targa commemorativa, un omaggio a Giovanni Spadolini, figura emblematica del giornalismo italiano e autore di profonde riflessioni storiche.
L’iniziativa, promossa dall’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna nel centenario della sua nascita (Firenze, 21 giugno 1925), non è solo una celebrazione della memoria, ma una riaffermazione del valore del giornalismo locale, un valore oggi più che mai precario e bisognoso di esempi illuminanti.
Silvestro Ramunno, presidente dell’Ordine, ha saputo cogliere l’occasione per sottolineare come questa targa rappresenti un ponte ideale tra la comunità bolognese e l’eredità intellettuale di Spadolini.
Un legame inscindibile, forgiato durante i tredici anni cruciali in cui Spadolini guidò il *Resto del Carlino* (1955-1968), un periodo di profonda trasformazione per la città e per il Paese intero.
La sua direzione del giornale, lungi dall’essere un mero esercizio professionale, si configurò come un atto di responsabilità civile, un tentativo di interpretare e guidare il cambiamento in un’epoca di grandi speranze e crescenti tensioni.
La testimonianza di Claudio Santini, giornalista che ebbe l’onore di essere assunto da Spadolini nel 1964, arricchisce ulteriormente il racconto.
La pubblicazione biografica presentata durante la cerimonia getta luce su un percorso professionale straordinario, segnato da un’eccezionale capacità di sintesi e da una profonda cultura.
Come efficacemente sintetizzò Indro Montanelli, Spadolini raggiunse vette inesplorate, accedendo a posizioni apicali – docente universitario, direttore di giornale, Presidente del Consiglio – senza aver percorso le tradizionali tappe gerarchiche.
Questa unicità testimonia un talento innato, una visione strategica e un’abilità di leadership fuori dal comune.
La direzione di Spadolini al *Resto del Carlino* coincide con un periodo storico cruciale: il dopoguerra, la ricostruzione, l’industrializzazione, l’esplosione della contestazione studentesca, il ’68.
Il giornale, sotto la sua guida, si trovò a documentare, interpretare e talvolta anticipare questi cambiamenti epocali, offrendo ai lettori uno sguardo lucido e indipendente sulla realtà.
Si tratta di un’eredità preziosa, che invita i giornalisti contemporanei a confrontarsi con le sfide del presente con la stessa passione e rigore intellettuale.
La partecipazione di Agnese Pini, attuale direttrice del *Resto del Carlino*, sottolinea la continuità di un impegno volto a preservare e valorizzare l’eredità di Giovanni Spadolini.
L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Bologna e dalla Fondazione Spadolini, conferma l’importanza del giornalismo come strumento di informazione, di riflessione e di partecipazione democratica, un patrimonio da custodire e tramandare alle future generazioni.
La targa non è quindi solo un memoriale, ma un monito e un’ispirazione per tutti coloro che credono nel potere della parola e nella sua capacità di illuminare il cammino dell’umanità.

