Il primo anno di attività del vicepresidente e assessore Tommaso Bori ha rappresentato un’occasione strategica per reimmaginare e rimodellare l’architettura della pubblica amministrazione regionale, delineando una traiettoria di progresso orientata all’innovazione e alla resilienza.
La conferenza stampa conclusiva ha offerto un’analisi approfondita di un percorso complesso, segnato da sfide significative e da risultati preliminari di notevole importanza.
L’azione amministrativa si è articolata attorno a tre nuclei fondamentali, ognuno dei quali incarna un aspetto cruciale per il futuro della regione.
La prima, e forse più delicata, è stata la riforma organica del sistema normativo che regola il settore culturale.
Questa non si è limitata a una mera revisione di disposizioni esistenti, ma ha implicato un ripensamento profondo del ruolo e del finanziamento delle istituzioni culturali, con l’obiettivo di promuovere l’accesso alla cultura come diritto fondamentale e di sostenere la creatività locale in tutte le sue forme espressive, dal patrimonio storico-artistico alle nuove tecnologie.
L’attenzione è stata posta sulla decentralizzazione delle risorse, incentivando progetti dal basso e valorizzando il contributo delle comunità locali.
Parallelamente, si è intensificata la spinta verso la transizione digitale, non intesa come semplice adozione di strumenti tecnologici, ma come un cambiamento strutturale volto a semplificare le procedure amministrative, a migliorare l’efficienza dei servizi e a potenziare la trasparenza nei confronti dei cittadini.
L’implementazione di piattaforme digitali integrate, l’adozione di sistemi di identificazione elettronica e la formazione del personale amministrativo hanno rappresentato passi fondamentali in questa direzione, con l’obiettivo di ridurre gli oneri burocratici e di favorire la partecipazione civica attraverso canali online sicuri e accessibili.
Infine, la programmazione strategica dei fondi europei ha costituito un elemento chiave per sostenere lo sviluppo economico e sociale della regione.
L’approccio adottato ha mirato a massimizzare l’impatto di queste risorse, indirizzandole verso settori prioritari come l’innovazione, la sostenibilità ambientale, la formazione professionale e l’inclusione sociale.
Si è puntato a un coordinamento sinergico tra i diversi programmi europei, evitando sovrapposizioni e massimizzando l’efficacia degli interventi.
L’impegno costante verso il miglioramento della qualità dei servizi, l’inclusione sociale e la promozione dello sviluppo sostenibile, come sottolineato, non rappresenta un mero enunciato programmatico, ma un principio guida che ha permeato l’intera attività amministrativa.
Il percorso è ancora in corso, e le sfide che attendono la regione sono numerose, ma il primo anno di mandato ha gettato le basi per un futuro più equo, prospero e sostenibile.

