Cagliari, il Lirico apre con Beethoven: un inno alla gioia e all’Europa.

Il Teatro Lirico di Cagliari alza il sipario sulla stagione concertistica 2026 con un evento di profonda risonanza emotiva e culturale: l’esecuzione della Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven. Venerdì 9 gennaio alle ore 20:00 e sabato 10 alle ore 19:00, il cartellone inaugurale, che si protrarrà fino al 30 novembre, presenterà un ricco programma di 12 appuntamenti, articolato in cinque concerti sinfonico-corali, quattro sinfonici puri e tre formazioni da camera, un percorso musicale volto ad esplorare la complessità e la bellezza del panorama compositivo.

Direttore d’orchestra sarà il Maestro Donato Renzetti, il cui ritorno al Lirico è accolto con entusiasmo e gratitudine.

A completare l’esecuzione, un ensemble di solisti di eccezionale talento: la voce squillante e luminosa di Lucrezia Drei (soprano), l’intensità espressiva di Sara Mingardo (contralto), la potenza e la nobiltà interpretativa di Giulio Pelligra (tenore) e la profondità del timbro di Adolfo Corrado (basso).
La preparazione del coro, guidato dal Maestro Massimo Fiocchi Malaspina, sarà un elemento cruciale per la riuscita dell’opera, unendo le voci in un’esperienza corale di rara intensità.

La Nona Sinfonia, concepita tra il 1822 e il 1824, rappresenta una pietra miliare nella storia della musica sinfonica, un’opera che ha ridefinito i confini del genere.
La sua prima assoluta, avvenuta a Vienna il 7 maggio 1824, segnò un momento di svolta, testimoniando la forza innovativa e la profondità emotiva della musica beethoveniana.

L’opera, al culmine della sua architettura compositiva, culmina nell’iconico quarto movimento, l’Inno alla gioia, un’ode alla fratellanza universale e all’umanità condivisa, ispirata dal celebre testo di Friedrich Schiller.

La scelta di questa composizione non è casuale.

L’Inno alla gioia, adottato nel 1972 come Inno dell’Unione Europea, simboleggia l’aspirazione a un’Europa unita e pacifica.
La sua designazione come “Memoria del mondo” da parte dell’UNESCO nel 2001, sottolinea il suo valore universale e la sua capacità di trascendere i confini nazionali e culturali, incarnando i valori fondamentali di pace, solidarietà e speranza.
Il concerto, della durata di circa un’ora e quindici minuti, si propone di coinvolgere il pubblico in un viaggio emozionale attraverso le profondità dell’animo umano, offrendo una riflessione sulla condizione umana e sull’importanza della connessione e della compassione.
Non prevede intervallo, per mantenere intatta l’integrità emotiva dell’opera.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -