A Campobasso, l’inchiesta sulla tragica scomparsa di Sara Di Vita, quindici anni, e della madre Antonella Di Ielsi, cinquant’anni, si articola in un’analisi meticolosa delle circostanze che hanno condotto al loro decesso, avvenuto presso l’ospedale Cardarelli nei giorni immediatamente successivi alle festività natalizie.
L’ipotesi principale, quella di un’intossicazione alimentare, guida le indagini condotte dalla Squadra Mobile, sotto la direzione del dottor Marco Graziano, che operano con la massima cautela e precisione scientifica.
L’approccio investigativo non si limita alla mera ricostruzione cronologica degli eventi, ma si concentra sull’esame approfondito delle cartelle cliniche delle due vittime.
Questo passaggio cruciale mira a identificare eventuali indicatori premonitori, anomalie diagnostiche o terapie somministrate che potrebbero fornire elementi significativi per comprendere la dinamica dell’avvelenamento.
Parallelamente, l’attenzione è focalizzata sull’analisi degli alimenti presumibilmente consumati dalle vittime, affidata al Centro Antiveleni, un’istituzione specializzata nella diagnosi e nel trattamento di intossicazioni, che utilizza tecniche sofisticate per l’identificazione di tossine e sostanze nocive.
Il lavoro del medico legale, incaricato dalla Procura della Repubblica, assume un ruolo di primaria importanza.
Le autopsie, eseguite con rigore scientifico, non solo mirano a confermare la causa del decesso, ma anche a raccogliere campioni biologici per ulteriori analisi tossicologiche.
Questi esami, condotti in laboratori specializzati, permettono di individuare la presenza di sostanze tossiche nel corpo delle vittime e di determinarne la concentrazione, elementi fondamentali per ricostruire la sequenza degli eventi e per risalire alla fonte dell’intossicazione.
L’indagine si estende alla ricostruzione dei legami familiari e sociali delle vittime, al fine di escludere ipotesi alternative e di ricostruire il contesto in cui si sono verificate le circostanze tragiche.
La salute di Gianni Di Vita, padre e marito, rimane una priorità; la sua dimissione dall’ospedale Spallanzani di Roma è subordinata alle sue condizioni cliniche, in attesa di stabilizzarsi.
La figlia maggiore, diciotto anni, ha già ricevuto le dimissioni, ma è certo che il lutto la segnerà profondamente.
La comunità di Pietracatella, luogo di origine della famiglia, attende con trepidazione la data dei funerali, un momento di raccoglimento e di cordoglio collettivo, sospesa tra la speranza di risposte e la profonda tristezza per la perdita di due persone care.
La Procura, nel suo ruolo di garante della verità e della giustizia, continuerà a seguire l’indagine con la massima attenzione, al fine di fare luce sulla vicenda e di assicurare che vengano accertate le responsabilità, se presenti.

