Cantiere: Un Crogiolo Artistico nel Cuore della SardegnaIl piccolo comune di Baradili, ultimo lembo di terra nel cuore della Sardegna, si appresta ad accogliere la trentesima edizione di Cantiere, un festival che trascende la mera esibizione artistica per divenire un vero e proprio laboratorio culturale.
Organizzato da Progetti Carpe Diem e guidato dalla direzione artistica di Aurora Aru e Franco Marzocchi, il festival si presenta quest’anno con il titolo “Scriteriati”, un invito a decostruire le convenzioni, a coltivare l’originalità e a esplorare territori inesplorati dell’espressione umana.
La storia di Cantiere è un percorso di riscatto e rinascita.
Da oltre vent’anni, il festival ha scelto di insediarsi in luoghi marginali, spesso segnati dall’abbandono o dalla periferia: le strutture in disuso dell’ex complesso minerario di Montevecchio, le distese campestri di Soleminis, il borgo storico di Tratalias, e ora Baradili.
Questa scelta non è casuale, ma un atto di cura del territorio, un tentativo di stimolare la vita sociale e culturale dove sembra non esserci più spazio per la creatività.
Cantiere non è solo teatro, ma un ecosistema di espressioni artistiche che convivono e si contaminano a vicenda.
Oltre agli spettacoli – che spaziano dal teatro alla musica, dal reading alla performance – il festival offre laboratori, restituzioni sceniche e processi creativi aperti al pubblico, trasformando ogni partecipante in un co-creatore.
La programmazione si articola attorno a un nucleo di eventi di grande risonanza, come l’incontro con Bustric, figura storica del teatro di immaginazione, e il reading musicale ispirato a tre novelle del Decameron, in omaggio al 650° anniversario della morte di Boccaccio, interpretato da Andrea Macaluso e Francesco Morittu.
Il festival propone un ricco panorama musicale, con Ada Flocco e Saverio Zura che offrono un progetto originale che fonde composizioni inedite e rivisitazioni jazz contemporanee.
Mario Pietramala rilegge “Il vecchio e il mare” di Hemingway in una forma di racconto scenico, arricchito dalle musiche di Stefano Casti, mentre Francesca Corrias e Marcella Carboni, con Filippo Mundula al contrabbasso, presentano “The Shape of My Harp”, un progetto che esplora le possibilità espressive dell’arpa elettroacustica.
Un elemento distintivo di Cantiere è l’attenzione alla ricerca e alla sperimentazione.
I progetti in residenza, come “Play Otello” che vede la partecipazione di Bustric, Daniel Dwerryhouse e Mario Pietramala, e “Umanità – Epilogo” di Andrea Macaluso, testimoniano la volontà di superare i confini del convenzionale.
Momenti musicali inediti, con Francesco Morittu, Stefano Colombelli e Carlo Pusceddu, si alternano al microteatro ideato e interpretato da Agnese Fois per Scena Otto Aps, offrendo un caleidoscopio di linguaggi e proposte.
Particolare rilievo è dato ai percorsi formativi e partecipativi, con “Almeno nevicasse” di Francesca Sarteanesi, un’occasione per condividere esperienze e coltivare nuove competenze.
Il festival si conclude con “Città d’Utopia”, un atelier di immaginazione collettiva ideato da Maria Vittoria Bellingeri e Simone Petrucci, un progetto che coinvolge bambini e comunità, unendo teatro, pedagogia e arte partecipativa in un’esperienza inclusiva e trasformativa.
Cantiere è, dunque, un faro culturale che illumina un territorio, un invito a riscoprire la bellezza della condivisione e il potere rigenerativo dell’arte.

