La vigilia di Capodanno nelle Marche si prospetta un crocevia di tradizione e rinnovamento, con un tessuto commerciale vivo e dinamico, pronto a celebrare la transizione verso un nuovo anno.
Circa duemila attività commerciali regionali, equivalenti al 52% del totale, spalancheranno le loro porte per accogliere una clientela desiderosa di festeggiamenti, segnando un incremento rispetto all’anno precedente, un dato che riflette un’inversione di tendenza positiva dopo periodi di incertezza.
Confcommercio Marche, attraverso un’analisi accurata, stima una spesa media per persona che si aggira intorno agli 86 euro per il solo cenone, un investimento che riflette la volontà di regalarsi un’esperienza culinaria di qualità.
Tale cifra si eleva significativamente, raggiungendo i 125 euro, quando si include la partecipazione a un veglione, un elemento che testimonia la crescente importanza dell’intrattenimento e del divertimento come parte integrante delle celebrazioni.
Il brindisi di mezzanotte, momento cruciale della serata, vedrà prevalere le eccellenze enologiche italiane: ben il 71,5% dei ristoratori marchigiani proporrà spumanti prodotti nel nostro Paese, espressione di un’identità e una tradizione vinicola riconosciute a livello globale.
La restante percentuale offrirà alternative, in particolare champagne, sottolineando una certa apertura alle influenze internazionali, pur mantenendo salda la preferenza per il Made in Italy.
“L’afflusso di clienti nei ristoranti nella notte di San Silvestro,” afferma Massimiliano Polacco, Direttore Regionale di Confcommercio Marche, “rappresenta un cambiamento profondo nel modo in cui le famiglie marchigiane intendono vivere le festività.
Si assiste a una diminuzione della propensione a celebrare in proprio, a favore di esperienze condivise e di servizi professionali.
” Questa tendenza, secondo Polacco, spinge la ristorazione marchigiana a evolversi, offrendo un ventaglio di proposte sempre più ampio e variegato, in grado di soddisfare gusti diversificati e di adattarsi a differenti budget.
L’offerta diversificata non si limita alla scelta del menù e al tipo di intrattenimento, ma si estende alla cura degli ambienti, all’attenzione al dettaglio e alla personalizzazione dell’esperienza.
Si tratta di una risposta concreta alla crescente domanda di qualità e di servizi su misura, che contribuisce a rafforzare il legame tra i ristoratori e la comunità locale.
La fiducia che anima il settore è palpabile e si riflette in un clima di ottimismo verso la chiusura dell’anno.
Questo scenario positivo conferma il ruolo strategico dei pubblici esercizi non solo come motori di crescita economica, ma anche come luoghi di aggregazione sociale e di promozione del territorio, custodi di tradizioni e promotori di nuove esperienze.
La ristorazione marchigiana si conferma, dunque, un elemento imprescindibile del tessuto sociale ed economico regionale.








