Il provvedimento di controllo giudiziario disposto d’urgenza dalla Procura di Milano e convalidato dal giudice per le indagini preliminari Domenico Santoro, investe quattro società di servizi di sicurezza e vigilanza – Bbs Security, Crown Security, Solbro e Italia Gruppo Dag – solleva un velo su dinamiche di sfruttamento lavorativo di vaste proporzioni e di profonda illegalità.
L’inchiesta, nata da un’indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, evidenzia una sistematica sottrazione di diritti e una manipolazione del bisogno economico dei lavoratori, configurando un quadro di vero e proprio caporalato organizzato.
Il fulcro dell’indagine riguarda la pratica, da parte delle aziende interessate, di reclutare personale con l’unico scopo di assegnarlo a terzi, perpetrando condizioni di lavoro inaccettabili e retribuzioni palesemente inadeguate rispetto all’impegno profuso.
Le retribuzioni erogate, come documentato nelle testimonianze dei lavoratori coinvolti, si collocano ampiamente al di sotto della soglia di povertà, violando non solo il diritto al lavoro dignitoso sancito dall’articolo 36 della Costituzione, ma anche esponendo i lavoratori a condizioni di vulnerabilità sociale ed economica.
L’accusa, sostenuta dal procuratore Paolo Storari, si fonda su un’organizzazione complessa, dove l’emergenza economica dei lavoratori viene deliberatamente sfruttata per massimizzare il profitto delle aziende.
La sussistenza di una catena di subappalti e di un sistema di intermediazione del lavoro crea una rete opaca, rendendo difficoltoso l’individuazione dei responsabili e la tutela effettiva dei diritti dei lavoratori.
Il provvedimento del gip non si limita a disporre il controllo giudiziario delle aziende coinvolte, ma ne sottolinea l’urgenza di un’indagine approfondita.
Un elemento particolarmente rilevante, emerso durante le indagini preliminari, riguarda la potenziale connessione con Randstad, una multinazionale leader nella selezione del personale, che fornisce steward alle società calcistiche Milan e Inter.
Sebbene Randstad non risulti attualmente indagata, la sua implicazione, anche indiretta, richiede un esame scrupoloso e tempestivo.
La vicenda solleva interrogativi cruciali sulla responsabilità delle aziende, sui meccanismi di controllo del lavoro somministrato e sulla necessità di rafforzare i sistemi di vigilanza e di tutela dei lavoratori, soprattutto in contesti caratterizzati da precarietà e vulnerabilità.
L’indagine, dunque, rappresenta un’occasione imperdibile per ripensare le politiche del lavoro, per promuovere un mercato del lavoro più equo e trasparente e per garantire a tutti i lavoratori il diritto a un impiego dignitoso e retribuito in modo adeguato.
La ricostruzione completa della filiera e l’analisi del ruolo di Randstad si pongono come priorità assolute per assicurare una giustizia piena e per prevenire il ripetersi di tali gravi violazioni dei diritti fondamentali.





