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Carnevale di Fano: Un Tesoro Immateriale per le Marche

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Il Carnevale di Fano incarna un patrimonio immateriale inestimabile per le Marche, trascendendo la mera celebrazione per configurarsi come emblema della resilienza e dell’ingegno comunitario.
Un’espressione vibrante della capacità di trasformare l’eredità culturale in una forza motrice di crescita, sia dal punto di vista turistico che economico, come sottolineato dalla consigliera regionale Silvia Luconi, portavoce di un impegno più ampio per la valorizzazione del tessuto festivo marchigiano.

L’iniziativa di Luconi, delegata dal presidente Acquaroli, si inserisce in una visione strategica volta a rafforzare il ruolo degli eventi tradizionali come elementi distintivi dell’identità regionale.

Oltre al già riconosciuto valore del Carnevale, delle Infiorate e delle Rievocazioni storiche, si prospetta un ampliamento del sostegno legislativo a festività di rilevanza religiosa, in particolare il Natale e la Pasqua.
Questi momenti, spesso caratterizzati da forme espressive uniche e profondamente radicate nel territorio, meritano un riconoscimento e un impulso che ne favoriscano la trasmissione alle future generazioni.
L’impegno si concretizza con l’attenzione verso manifestazioni come la suggestiva “Passione di Cristo” di Tolentino, un’opera collettiva che, sotto la direzione artistica di Ada Borgiani e la conduzione vocale di Saverio Marconi, coinvolge una comunità intera in un percorso di fede e spettacolo, trasformando le colline della Bura in un palcoscenico monumentale.

Simile eco di tradizione e fede risuona nel presepe vivente di Pievefavera, un ritorno commovente dopo la pausa imposta dal sisma, e nelle cisterne di Fermo, luoghi che si animano di luce e significato.
Ma la valorizzazione non si arresta alla sfera religiosa.

Un altro tassello fondamentale è la riscoperta e la promozione del periodo napoleonico, un’epoca cruciale nella storia delle Marche, che culmina con la storica battaglia di Tolentino del 1815.

La rievocazione annuale di questo evento, con la partecipazione di centinaia di figuranti e l’afflusso di un vasto pubblico, rappresenta un’occasione unica per raccontare un capitolo significativo del passato regionale, stimolando il turismo e la ricerca storica.

La consigliera Luconi evidenzia con chiarezza un punto cruciale: il vero capitale risiede nella passione e nell’impegno di coloro che custodiscono e rinnovano queste tradizioni.

Il sostegno istituzionale non deve limitarsi a finanziamenti, ma anche a fornire strumenti e competenze per la gestione, la promozione e la trasmissione del patrimonio culturale immateriale.

Solo così si potrà garantire che queste feste continuino ad essere veri e propri catalizzatori di interesse, sviluppo e orgoglio per le Marche, un tesoro da preservare e da condividere con il mondo.

L’obiettivo è trasformare queste celebrazioni non solo in eventi turistici, ma in veri e propri laboratori di identità, coesione sociale e innovazione culturale.

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