L’operazione “Ipogeo” della Digos di Catania ha portato alla custodia cautelare in carcere di tre individui, con un mandato di arresto europeo emesso per un quarto, in seguito a violenze e saccheggi verificatisi durante una manifestazione del 17 maggio contro il disegno di legge “Sicurezza”.
Il Gip, nel decreto di custodia, ha descritto i destinatari delle misure restrittive come persone socialmente pericolose, caratterizzate da un percorso deviante strutturato e orientato alla criminalità, che hanno manifestato un’indole violenta in un contesto di protesta pubblica.
L’azione violenta, protrattasi nel cuore di Catania, ha messo a repentaglio l’incolumità delle forze dell’ordine e ha generato un pericolo concreto per l’ordine pubblico, colpendo anche i manifestanti pacifici presenti.
Le aggressioni, documentate da una serie di atti vandalici e intimidazioni, hanno incluso lanci di sassi, ordigni inesplosi, molotov e la realizzazione di scritte di incitamento alla violenza contro le forze dell’ordine.
Luigi Bertolani e Gabriele Venturi, i primi due arrestati, sono identificati dalla Procura come figure di riferimento di movimenti anarco-insurrezionalisti attivi a Catania e Bari.
La loro leadership emerge dalla ricostruzione degli eventi, che rivela una preparazione e un’organizzazione meticolosa.
La collaborazione tra le Digos di diverse città (Palermo, Bari, Brindisi, Messina e Siracusa), supportata dall’analisi forense di un vasto corpus di registrazioni video, ha permesso di identificare non solo i tre destinatari delle misure cautelari, ma anche altri tredici indagati.
Le indagini hanno svelato un piano preordinato: gli indagati si sono posizionati deliberatamente in coda al corteo, per poi travestirsi con abbigliamento scuro e copricapo, al fine di eludere l’identificazione.
La violenza si è concentrata di fronte al carcere, con un’escalation di lanci di oggetti contundenti e ordigni esplosivi rivolti agli agenti di polizia.
La Procura descrive un’azione devastante, perpetrata con pietre e attrezzi da demolizione, che ha danneggiato vetrine, lastre di marmo e proprietà private, seminando panico tra i presenti.
L’evento non si è limitato a un atto di protesta, ma ha assunto i tratti di una vera e propria aggressione premeditata, volta a destabilizzare l’ordine costituito e a intimidire le istituzioni.
L’operazione “Ipogeo” rappresenta un tentativo di contrastare l’azione di gruppi estremisti che utilizzano le manifestazioni pubbliche come pretesto per commettere atti di violenza e vandalismo.

