Cicatrice Urbana: A Siculiana, un Viadotto Incompiuto e una Sfida per la Sicilia

A Siculiana, in provincia di Agrigento, si erge da decenni una cicatrice urbana: la metà di un viadotto incompiuto, testimone muto di ambizioni urbanistiche disattese.

Originariamente concepito per creare un collegamento rapido tra il centro abitato e le zone balneari, superando la statale 115, il progetto è stato abbandonato, lasciando dietro di sé una struttura monumentale che, lungi dall’essere un simbolo di progresso, si configura oggi come un elemento di degrado paesaggistico.

Il sindaco Giuseppe Zambito descrive la situazione con lucidità: un “ecomostro” che offende l’estetica del territorio, un’anomalia che stride con la bellezza naturale circostante.
La demolizione, paradossalmente, si rivela un’impresa economicamente insostenibile, stimata in circa tre milioni di euro – una cifra che grava pesantemente sui bilanci comunali, privando il comune di risorse cruciali per altri servizi essenziali.

La frustrazione del sindaco si traduce in un’iniziativa coraggiosa e lungimirante, denominata “Orizzonte libero”.

Piuttosto che arrendersi alla rassegnazione, Zambito ha concepito un progetto che trascende le problematiche locali, mirando a una soluzione sistemica per affrontare il fenomeno degli “ecomostri” che affliggono l’intera Sicilia.
L’idea cardine è la promozione di una legge regionale che istituisca un fondo straordinario a disposizione dei comuni, destinato specificamente alla demolizione di opere incompiute e al ripristino del paesaggio originario.
Un appello formale è stato rivolto al governo regionale e ai gruppi parlamentari dell’Assemblea Regionale Siciliana (ARS), invitando tutti i comuni siciliani ad aderire all’iniziativa e a sostenere la proposta.
L’iniziativa di Zambito mette in luce una problematica più ampia: la difficoltà per le amministrazioni locali di affrontare da sole i costi elevati legati alla rimozione di infrastrutture obsolete e dannose.

Queste opere, spesso risultato di visioni urbanistiche superate che privilegiavano la costruzione indiscriminata a scapito della sostenibilità ambientale e del valore del paesaggio, rappresentano oggi un fardello economico e visivo per l’intera regione.
La volontà di intervenire è forte, ma le risorse finanziarie comunali si rivelano insufficienti.

Si tratta di liberarsi da una politica del passato, improntata a una visione limitata dello sviluppo, e abbracciare un approccio che valorizzi il patrimonio naturale e culturale come motore di crescita e benessere collettivo.
L’obiettivo è recuperare la bellezza del territorio, promuovere la creazione di nuovi spazi verdi e restituire alla comunità un ambiente più sano e accogliente, liberato dalle cicatrici del cemento.
L’iniziativa “Orizzonte libero” si configura quindi come un atto di speranza, un invito a ripensare il futuro della Sicilia e a costruire un paesaggio più armonioso e sostenibile.

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