La vicenda giudiziaria che ha visto coinvolta Martha Lorena Fierro Baquero, ex console dell’Ecuador, si è conclusa con una sentenza di due anni e sei mesi di reclusione, segnando un capitolo significativo in un complesso contenzioso transfrontaliero.
L’accusa principale a suo carico riguardava la sottrazione, nel 2021, della figlia minore dall’Italia, in palese violazione di un ordine giudiziario che aveva già revocato la sua potestà genitoriale.
Il caso, caratterizzato da una profonda sofferenza per il padre, lo scacchista Roberto Mogranzini, è stato gestito dalla procuratrice Gabriella Dotto, con l’assistenza legale degli avvocati Maurizio e Guido Mascia, i quali hanno costantemente difeso i diritti del padre e della figlia.
La sentenza, che rappresenta una vittoria parziale per Mogranzini, è stata accolta con un misto di sollievo e perseveranza, come si evince dalle sue dichiarazioni, che esortano a proseguire l’azione giudiziaria in un secondo procedimento ancora in corso, incentrato sull’ipotesi di sequestro di persona.
La vicenda solleva interrogativi cruciali in materia di diritto internazionale di famiglia, in particolare riguardo alla tutela dei diritti dei minori in contesti di separazione e conflitto tra diverse giurisdizioni.
La sottrazione di minori, soprattutto quando coinvolge paesi con normative differenti, crea una situazione di particolare vulnerabilità per il bambino, che si trova improvvisamente privato del proprio ambiente familiare e delle relazioni affettive consolidate.
La decisione del giudice Giorgio Morando, che aveva disposto l’imputazione coatta della donna, riflette la gravità della violazione commessa.
La coppia, inizialmente separata con affidamento congiunto, aveva visto la madre privata della potestà genitoriale da parte del Tribunale per i Minori nel 2023, un atto che la Fierro Baquero ha deliberatamente ignorato.
La procura, nella sua richiesta di condanna, aveva prospettato una pena di due anni, mentre la difesa aveva sollecitato la sospensione condizionale, subordinandola alla restituzione della minore al padre e all’eliminazione delle conseguenze dannose del reato.
La sentenza, pur rappresentando un atto di giustizia, evidenzia la necessità di una maggiore cooperazione internazionale e di procedure più efficienti per garantire la tutela dei diritti dei minori in situazioni di conflitto transfrontaliero.
Il caso Fierro Baquero si configura, pertanto, come un monito a rafforzare i meccanismi di controllo e le misure di prevenzione per evitare che situazioni simili si ripetano, e a sollecitare un intervento più proattivo da parte delle istituzioni a tutela del benessere e della stabilità emotiva dei bambini coinvolti in tali drammatiche circostanze.
Il padre esprime ora la speranza che l’attenzione si concentri sulla piena attuazione della giustizia e sul diritto alla restituzione della figlia.

