La comunità è in attesa di risposte, e la ricerca della verità che possa illuminare le circostanze tragiche che hanno portato alla scomparsa di Chiara Costanzo e Achille Barosi, due giovani vite spezzate durante i festeggiamenti di Capodanno a Crans-Montana, procede con metodo e rigore scientifico.
La Procura di Milano, investita di una delega dalla Procura di Roma, che coordina un’indagine complessa e articolata per omicidio plurimo colposo, lesioni personali colpose e incendio doloso o colposo, si appresta a compiere una serie di autopsie sui corpi delle due vittime milanesi.
L’incarico, gestito con scrupolo dal procuratore Marcello Viola, affiancato dal pubblico ministero Carlo Scalas, mira a fornire una ricostruzione dettagliata delle cause del decesso e a raccogliere elementi utili per determinare la dinamica dell’incendio.
Gli accertamenti autoptici, che si svolgeranno presumibilmente non prima della prossima settimana, rappresentano una fase cruciale delle indagini, poiché consentiranno di stabilire con precisione le condizioni fisiche dei due giovani al momento dell’incendio, identificando eventuali lesioni preesistenti o conseguenti all’evento traumatico.
L’importanza di queste analisi risiede nella loro capacità di contribuire a ricostruire l’ordine degli eventi, distinguendo, laddove possibile, tra le cause dirette della morte (ad esempio, inalazione di fumi tossici, ustioni, traumi da crollo) e i fattori che potrebbero aver contribuito a renderla più rapida o inevitabile.
Gli esiti degli accertamenti autoptici saranno trasmessi alla Procura di Roma, che manterrà la responsabilità complessiva del fascicolo, permettendo ai magistrati capitolini di approfondire gli aspetti investigativi legati alla possibile responsabilità di terzi o alla presenza di negligenze procedurali che abbiano concorso a determinare la tragedia.
Parallelamente, gli investigatori stanno esaminando attentamente la documentazione relativa alla struttura ricettiva coinvolta nell’incendio, verificando la conformità degli impianti, la presenza di sistemi di sicurezza adeguati (come rilevatori di fumo e uscite di emergenza) e l’osservanza delle normative antincendio.
L’obiettivo è ricostruire la sequenza degli eventi che hanno portato al disastro, individuando eventuali lacune o omissioni che abbiano compromesso la sicurezza degli ospiti e favorito la propagazione delle fiamme.
L’inchiesta si configura come un’analisi complessa e multidisciplinare, che coinvolge esperti di sicurezza, ingegneri, periti antincendio e personale medico legale, tutti impegnati nella ricerca della verità e nella tutela della giustizia per le vittime e le loro famiglie.
La ricostruzione accurata degli eventi e l’attribuzione delle responsabilità, ove presenti, sono fondamentali per evitare che simili tragedie si ripetano in futuro.

