- pubblicità -

Crematori Marche: Urgente Piano Regionale per Evitare Disagi

- PUBBLICITA -

La carenza di una pianificazione regionale strutturata per la gestione dei crematori nelle Marche rappresenta un vuoto legislativo di rilevanza crescente, una lacuna che il consigliere regionale del Partito Democratico, Maurizio Mangialardi, ha sollevato con forza durante la recente sessione del Consiglio regionale.

La questione, lungi dall’essere una mera formalità amministrativa, si intreccia con aspetti cruciali di sostenibilità ambientale, pianificazione territoriale e rispetto delle esigenze della cittadinanza.

Già cinque anni fa, la stessa assemblea regionale aveva espresso, con unanime consenso, la necessità di un intervento programmatico attraverso la risoluzione numero 23 del 2021, un atto formale che, tuttavia, non si è tradotto in azioni concrete.
Questa omissione ha generato una situazione di frammentazione, con decisioni locali spesso disconnesse da una visione d’insieme e potenzialmente in contrasto con obiettivi di sviluppo sostenibile.
La recente decisione del sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, di rivedere la localizzazione dell’impianto di cremazione originariamente previsto a Tavernelle, amplifica l’urgenza di un’azione regionale tempestiva.
Tale scelta, lungi dall’essere un’incongruenza, evidenzia la complessità della materia e la necessità di un approccio ponderato, basato su dati concreti e criteri tecnici definiti a livello regionale.
L’assenza di un Piano Regionale di Coordinamento dei crematori preclude una valutazione accurata del fabbisogno crematorio effettivo, impedendo di allocare le risorse in modo ottimale e di evitare sovrastrutture o, peggio, carenze che potrebbero generare disagi alla cittadinanza.

Un piano strategico dovrebbe, in primo luogo, quantificare la domanda potenziale, tenendo conto dell’andamento demografico, delle preferenze culturali e delle proiezioni future.

Inoltre, il piano deve definire parametri tecnici stringenti per garantire la sicurezza degli impianti, minimizzare l’impatto ambientale – con particolare attenzione alle emissioni atmosferiche e alla gestione dei residui – e promuovere l’adozione di tecnologie innovative e sostenibili.
La scelta delle sedi per i nuovi crematori non può, quindi, essere arbitraria o guidata da logiche puramente politiche, ma deve basarsi su un’analisi approfondita della conformità alle normative vigenti, della viabilità, della distanza dai centri abitati e della compatibilità con le destinazioni d’uso del territorio.

L’elaborazione di tale piano richiederebbe la creazione di un tavolo di lavoro multidisciplinare, coinvolgendo rappresentanti delle istituzioni regionali, degli enti locali, delle associazioni di categoria, dei tecnici ambientali e dei cittadini.
Un approccio partecipativo permetterebbe di raccogliere informazioni preziose, di valutare diverse opzioni e di costruire un consenso ampio e duraturo.
La priorità, in definitiva, deve essere quella di superare l’inerzia amministrativa e di avviare un processo di pianificazione strategica che risponda alle reali esigenze del territorio marchigiano, garantendo un servizio efficiente, sicuro e rispettoso dell’ambiente.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap