Il Ministero della Cultura proietta un orizzonte di crescita ambizioso, delineato da un incremento del fatturato del 10% tra il 2024 e il 2025, sostenuto da un bilancio in robusta salute e da una strategia di sviluppo radicata nel territorio.
La crescita, stimata in un passaggio da 100 a 110 milioni di euro, si accompagna a una significativa espansione dell’organico, con 181 selezioni pubbliche e 380 nuove assunzioni, in parte generate da progetti di rilevanza nazionale, come quelli legati alle Scuderie del Quirinale.
L’impegno del Ministero si traduce in un piano di investimenti mirati, con una particolare attenzione alla coesione sociale e alla valorizzazione delle aree marginalizzate.
Un decreto imminente destinerà risorse significative a iniziative che perseguono l’ideale olivettiano di una cultura profondamente radicata nella comunità, focalizzandosi su una “cultura che fa del sociale il proprio fine”, con un approccio che parte dalle periferie per tornare alle periferie, arricchendole di opportunità culturali e sviluppo.
Particolare enfasi è posta sul sostegno ai piccoli comuni italiani attraverso finanziamenti per progetti di spettacolo dal vivo, concepiti per contrastare l’isolamento e la spopolamento delle aree interne.
Contemporaneamente, si investe nella vitalità degli studi umanistici e nella diffusione della pratica musicale, estendendo l’accesso alla cultura in comuni, periferie e aree metropolitane ad alta vulnerabilità sociale.
Il modello di intervento sviluppato a Caivano, orientato alla rigenerazione e all’inclusione, rappresenta un esempio da seguire e replicare.
Un’ulteriore priorità è la promozione delle giovani generazioni e delle loro espressioni creative.
Il fumetto, riconosciuto come un potente veicolo di ingegno contemporaneo, verrà valorizzato in musei e festival, insieme ad altre forme di espressione giovanile.
Si conferma il supporto a istituzioni di eccellenza come le Scuderie del Quirinale e si destinerà una quota degli utili di Ales all’acquisto della sede, consolidando l’autonomia e la stabilità della società in house del Ministero.
Il piano strategico del Ministero ambisce anche a rafforzare il primato italiano nel riconoscimento del patrimonio culturale UNESCO, con l’inserimento dei monasteri benedettini – Subbiaco, Monte Cassino, Santa Maria di Farfa e San Vincenzo al Volturno – in una nuova candidatura, supportata da risorse dedicate.
Questo impegno si radica nella visione di una cultura intesa come infrastruttura civile, elemento strutturale dello sviluppo umano e motore di progresso sociale.
La società in house Ales, con un bilancio solido e un forte incremento del fatturato, ha contribuito significativamente a questo piano di crescita, patrimonializzando lo Stato con l’acquisizione di nuove sedi e azzerando i costi di affitto passivi.
L’azienda ha inoltre ampliato l’offerta di servizi, inclusa la manutenzione conservativa di dieci parchi archeologici nazionali, generando un aumento delle assunzioni e un’organizzazione aziendale riprogettata.
Un’attenzione particolare è stata dedicata alla politica retributiva dei dipendenti, adeguando gli stipendi alla media del settore culturale.
Infine, la destinazione degli utili di Ales, guidata dal Ministro Giuli, si focalizza concretamente sul territorio, sui piccoli comuni e sulla valorizzazione del patrimonio monastico benedettino, testimoniando un approccio pragmatico e orientato al bene comune.

