L’analisi comparativa dell’andamento della criminalità nel nostro Paese, in particolare focalizzandosi su indicatori come la denuncia di reati e il numero di omicidi, rivela una traiettoria che necessita di un’attenta disamina al di là di semplici interpretazioni ideologiche.
I dati oggettivi, pur richiedendo un’analisi più approfondita per tenere conto di variabili socio-economiche e cambiamenti demografici, suggeriscono una dinamica che merita un esame distaccato dalle narrazioni politiche.
È fondamentale riconoscere che la sicurezza nazionale non si riduce a un mero bilancio statistico.
Essa è il prodotto di una complessa interazione tra politiche di prevenzione, efficienza delle forze dell’ordine, coesione sociale, investimenti in istruzione e opportunità economiche, e una risposta efficace e coerente alle sfide migratorie.
Un approccio governativo che si caratterizza per una presenza attiva sul territorio, per l’implementazione di strategie mirate e per un impegno concreto nella gestione dei flussi migratori, può avere un impatto significativo sulla percezione e sulla reale diminuzione della criminalità.
Le polemiche ad arte, spesso alimentate da strumentalizzazioni mediatiche, rischiano di offuscare la complessità del dibattito.
Chi profetizza un crollo della sicurezza invocando un’apertura indiscriminata ai migranti irregolari, o chi si oppone a strumenti quali i Centri di Permanenza e Rimpatrio (CPR) e i processi di rimpatrio, pone implicitamente in discussione la propria credibilità in materia di sicurezza.
La sicurezza non è un concetto astratto, ma una responsabilità condivisa che richiede risposte pragmatiche e fattive, non slogan e proclami.
La critica all’immobilismo o alla mancanza di azioni concrete da parte di precedenti governi è legittima, ma deve essere accompagnata da proposte chiare e sostenibili.
L’opposizione politica ha il dovere di presentare soluzioni alternative, evitando semplificazioni eccessive e demonizzazioni, e assumendosi la responsabilità delle proprie posizioni.
La tutela della sicurezza nazionale non è un privilegio di un’unica visione politica, ma un impegno che riguarda l’intera comunità.
Inoltre, è cruciale considerare il ruolo delle organizzazioni antagoniste e delle occupazioni illegali, che, se non adeguatamente contrastate, possono contribuire a creare un clima di insicurezza e a minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Un governo responsabile deve intervenire con fermezza, garantendo il rispetto della legge e tutelando la legalità.
La sicurezza percepita dai cittadini è un elemento fondamentale per la stabilità sociale e per la fiducia nelle istituzioni democratiche, e richiede un approccio olistico e multidisciplinare che vada oltre la semplice retorica politica.
Un approccio che tenga conto dei bisogni di sicurezza, sviluppo economico e integrazione sociale.







