Una crisi politica dirompente ha scosso Campofilone (Fermo), con la decadenza del sindaco Giovanni Feliziani, a soli quindici mesi dall’insediamento.
La frattura, latente da tempo, si è manifestata in una rottura netta, culminata nella sfiducia espressa da nove consiglieri su dieci.
L’atto formale delle dimissioni, depositato presso il notaio, suggella un deterioramento delle relazioni tra l’amministrazione e la maggior parte dell’organo consiliare, segnando una svolta significativa per la comunità.
Il preludio di questo epilogo si è concretizzato con una missiva inviata in mattinata da un gruppo di cinque consiglieri al Consiglio comunale, in occasione della seduta dedicata all’assestamento di bilancio.
Questo gesto, inequivocabile nella sua chiarezza, anticipava le dimissioni che avrebbero trovato piena adesione da parte di altri quattro colleghi, evidenziando una profonda divergenza di vedute e una perdita di fiducia nel percorso amministrativo intrapreso.
La formalizzazione delle dimissioni, con la conseguente constatazione dell’insussistenza di una maggioranza politica stabile, determina un vuoto di potere.
Secondo la prassi consolidata, la responsabilità di gestire l’emergenza ricade ora sul prefetto di Fermo, Edoardo D’Alascio.
Quest’ultimo, in virtù dei suoi poteri di garanzia della legalità e della continuità amministrativa, procederà alla nomina di un commissario prefettizio.
Questa figura commissariale assumerà la guida del Comune, esercitando le sue funzioni fino all’indizione di nuove elezioni, previste per la primavera del 2026.
L’evento solleva interrogativi sulla stabilità delle istituzioni locali e sulla capacità di dialogo e compromesso tra i rappresentanti eletti.
La crisi di Campofilone rappresenta un campanello d’allarme, invitando a una riflessione più ampia sulle dinamiche politiche e sulla necessità di ricostruire un clima di fiducia e collaborazione per il bene della collettività.
La presenza di un commissario prefettizio, pur garantendo la gestione ordinaria dell’ente, sottolinea la sospensione della volontà popolare e l’urgenza di ripristinare un’amministrazione espressione diretta del voto dei cittadini.






