La situazione di Amt, l’azienda di trasporto pubblico genovese, precipita in una crisi di proporzioni allarmanti, con una voragine finanziaria che si attesta sui 200 milioni di euro.
L’amministrazione comunale, guidata dalla sindaca Silvia Salis, si assume la responsabilità di fronte a questo scenario, denunciando anni di gestione inadeguata e strategie comunicative inesatte che hanno contribuito a mascherare la reale gravità della situazione.
La richiesta di fallimento avanzata dalla Procura di Genova, sebbene antecedente all’attivazione della composizione negoziata della crisi aziendale, costituisce un campanello d’allarme che congela la procedura fallimentare, permettendo all’azienda di intraprendere un percorso di ristrutturazione.
Questo provvedimento, tuttavia, non deve essere percepito come una vittoria, ma come un punto di partenza per affrontare una sfida complessa e delicata.
La sindaca Salis non esita a criticare aspramente le precedenti amministrazioni, accusandole di aver perpetrato una narrazione distorta della realtà, dipingendo Amt come un’eccellenza, un “gioiello” da esibire, mentre i segnali di sofferenza finanziaria si facevano sempre più evidenti.
L’amministrazione attuale, al contrario, ha il dovere di trasparenza e responsabilità, purtroppo costretta a rilevare una voragine finanziaria ben più ampia di quanto preventivato.
Non si attendono scuse, poiché chi diffonde disinformazione e strumentalizza la comunicazione difficilmente ammette i propri errori.
Le accuse di aver allarmato le banche, rivolte all’amministrazione comunale, appaiono del tutto infondate: nascondere la verità non è un atto di prudenza, ma un tradimento nei confronti della collettività e un ostacolo alla ricerca di soluzioni concrete.
L’attivazione della composizione negoziata ha evitato il collasso immediato dell’azienda e la conseguente paralisi del servizio di trasporto pubblico a Genova, ma il percorso di risanamento sarà arduo e richiederà un impegno straordinario da parte di tutti gli stakeholder.
Il Comune ha già stanziato ingenti risorse per sostenere Amt, con un impatto significativo sul bilancio pubblico.
La sindaca sottolinea inoltre una problematica di portata nazionale: la riduzione prevista per il trasporto pubblico, con una Finanziaria che prevede perdite di 700 milioni di euro.
La Regione Liguria è stata sollecitata a contribuire attivamente alla risoluzione della crisi, ma ha risposto con richieste di ulteriori verifiche contabili, evidenziando una mancanza di consapevolezza della reale gravità della situazione.
La vicenda Amt solleva interrogativi profondi sulla governance delle aziende pubbliche, sulla trasparenza della comunicazione istituzionale e sulla necessità di un approccio strategico e coordinato per affrontare le sfide del trasporto pubblico nel contesto nazionale.
Il futuro di Amt e, di conseguenza, la mobilità di Genova, dipendono dalla capacità di superare le divisioni politiche, di assumersi le proprie responsabilità e di lavorare insieme per costruire un sistema di trasporto pubblico efficiente, sostenibile e al servizio della collettività.








