Crisi Sanitaria in Molise: Fuga di Cervelli e Futuro da Costruire

La crisi di attrattività del sistema sanitario molisano nei confronti dei professionisti medici non è una questione isolata, ma il sintomo di un quadro più complesso, segnato da dinamiche nazionali e regionali intrecciate.
Come evidenziato dal Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria, Giovanni Di Santo, durante un incontro con i responsabili dei reparti del Veneziale, l’attuale situazione riflette un cambiamento profondo nelle aspettative delle nuove generazioni di medici.
Il giovane professionista, sempre più attento a bilanciare aspirazioni di carriera con qualità della vita e accesso a servizi essenziali, tende a orientare la propria scelta verso contesti territoriali capaci di offrire un ecosistema favorevole non solo dal punto di vista professionale, ma anche sociale e culturale.

Un clima di pervasiva incertezza e allarme, come purtroppo si è verificato in Molise, innesca un meccanismo a catena: la percezione di un sistema al collasso non solo scoraggia i potenziali candidati, ma erode la fiducia dei professionisti già presenti, alimentando un circolo vizioso di disaffezione e fuga di cervelli.
L’impegno profuso dall’Azienda Sanitaria, testimoniato dalle numerose procedure concorsuali espletate nel 2024 (circa 650), è notevole ma insufficiente a risolvere la problematica.

Si tratta di un investimento significativo in termini di risorse umane e amministrative, che però si scontra con un dato strutturale: la carenza nazionale di medici, un fenomeno che esacerba le difficoltà regionali.
La difficoltà ad assegnare i posti disponibili, spesso per mancanza di candidati, dimostra come la competizione per i talenti sanitari sia diventata una sfida a livello globale.

L’attivazione di misure palliative, come il coinvolgimento di medici in quiescenza e l’inserimento di specializzandi, attesta la volontà di tamponare l’emergenza, ma non può costituire una soluzione definitiva.
È cruciale riconoscere che la scarsità di personale medico è un problema multifattoriale, che non può essere imputato esclusivamente alle caratteristiche del sistema sanitario regionale.
Fattori come la distribuzione geografica dei servizi, le condizioni economiche e contrattuali, le opportunità di sviluppo professionale e la qualità della vita percepita, concorrono a determinare la scelta di un medico.
Per invertire la tendenza, è necessario un approccio strategico e integrato, che coinvolga tutti gli attori del territorio: istituzioni, professionisti, associazioni di categoria e comunità locale.

È fondamentale investire nella formazione e nella valorizzazione del capitale umano, creando opportunità di crescita professionale, promuovendo la ricerca e l’innovazione, e garantendo un ambiente di lavoro stimolante e collaborativo.
Parallelamente, è essenziale comunicare in modo trasparente e costruttivo, evitando toni allarmistici che rischiano di amplificare le percezioni negative e di compromettere ulteriormente l’attrattività del territorio.

In definitiva, la sfida per la sanità molisana non è solo quella di reclutare medici, ma quella di costruire un futuro sostenibile e attraente, capace di attrarre e trattenere i talenti, garantendo al contempo un’assistenza sanitaria di qualità per tutti i cittadini.

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