La prefettura di Cuneo celebra oggi Daniela Gazzano, conferendole il prestigioso titolo di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Una riconoscimento che va ben oltre la semplice onorificenza, ma simboleggia un percorso di resilienza, speranza e impegno sociale profondamente commovente.
La storia di Daniela, originaria di Albenga e residente a Bra, è un monito sulla fragilità della condizione umana e sulla straordinaria forza dell’animo umano.
A soli 39 anni, la sua vita fu sconvolta da un’emorragia cerebrale post-partum, un evento traumatico che la catapultò in uno stato di coma apparentemente irreversibile, subito dopo la nascita della sua seconda figlia.
Il successivo periodo di stato vegetativo, durato sei mesi, rappresentò un’attesa carica di angoscia per la famiglia e un’incertezza straziante per la donna intrappolata nel proprio corpo.
La svolta, descritta con grande commozione dal quotidiano La Stampa, si verificò grazie all’acuta osservazione del marito, Luigi, che intuì, contro ogni pronostico, la presenza di coscienza dietro quell’apparente immobilità.
Daniela era affetta dalla rara sindrome del “chiavistello” (locked-in syndrome), una condizione neurologica devastante che priva la persona della capacità di movimento volontario, preservando però la piena coscienza e le funzioni cognitive.
La sua lotta per riemergere da quell’abisso, supportata da una riabilitazione intensiva e costante, è un esempio di dedizione e perseveranza.
La comunicazione, inizialmente impossibile, si è faticosamente riaperta attraverso il movimento degli occhi, uno strumento fragile ma potente che le ha permesso di esprimere i suoi pensieri, i suoi sentimenti e le sue storie.
Attraverso oltre 110.000 battiti di ciglia, Daniela ha dettato “Le storie magiche della radura incantata”, una raccolta di favole dedicate ai suoi figli Leonardo e Camilla, un’opera che trasmette messaggi di speranza, coraggio e amore, capaci di commuovere e ispirare lettori di tutte le età.
La sua esperienza ha generato un profondo impegno sociale.
Dal 2007, in collaborazione con l’associazione Amici di Daniela aps, lei, il marito e i figli si dedicano attivamente alla tutela, all’assistenza e alla cura di persone affette da stati vegetativi, minima coscienza e sindrome del chiavistello, offrendo supporto e sensibilizzando l’opinione pubblica sulle sfide e le esigenze di queste persone spesso dimenticate.
La sua storia è un faro di speranza, un invito a non arrendersi mai e a valorizzare ogni piccolo segno di vita, anche quando appare nascosto dietro un velo di silenzio e immobilità.


